Lettera del Vescovo

L’indizione di un anno sacerdotale da parte di S.S. Benedetto XVI, oltre che voler contribuire a promuovere l’impegno d’interiore rinnovamento di tutti i sacerdoti, può costituire un momento opportuno per la riflessione sulla natura e sul compito del ministero ordinato nella comunità, ma anche sul sacerdozio regale scaturente dalla dignità battesimale.

A tale finalità è rivolto anche il presente itinerario biblico-catechistico dell’anno pastorale 2009-2010, che propone un percorso nella dimensione sacerdotale della comunità ecclesiale, senza trascurare anche alcune riflessioni specifiche sul sacerdozio ministeriale.

L’itinerario biblico-catechistico è motivato da una duplice ragione. Anzitutto la Parola di Dio, quando viene assimilata, fatta oggetto di riflessione, di scambio, di preghiera, fa crescere nella consapevolezza della fede e offre gli argomenti per rendere ragione, a se stessi e agli altri, della speranza che è in noi: «Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino» (Sal 119,105).

Ma c’è di più. La parola di Dio è «come il fuoco e come un martello che spacca la roccia» (Ger 23,29) e comunica un’energia che trasforma l’esistenza, custodisce nella fede anche in mezzo alle difficoltà, fa partecipare misteriosamente all’eredità che Dio concede ai suoi figli generati in Cristo.

In definitiva, un itinerario biblico-catechistico è dettato dalla convinzione che l’incontro con la Parola offre un dono di sapienza e di forza, diventa esperienza dello splendore della vita battesimale e infonde slancio per l’edificazione della comunità quale «stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le sue opere meravigliose».

Il popolo delle meraviglie è il titolo di questo itinerario biblico-catechistico che, attraverso la lettura di alcuni testi scritturistici – e in particolare della 1Pietro – vuole ostendere come la Chiesa sia generata dalle meravigliose opere di Dio, che hanno il loro compimento nel Cristo, vittima e sacerdote, e sia costituita quale sacerdozio regale. Peraltro, all’interno di questa riflessione sulla dimensione sacerdotale della vita battesimale, prende spessore anche un’immagine concreta del ministero, quale servizio pastorale sul modello del Sommo Pastore che è il Cristo.

D’altra parte ogni riflessione sulla vita ecclesiale non può prescindere dall’esperienza attuale della comunità cristiana, che si ritrova, un po’ come ai tempi delle origini, a sentirsi sotto l’elezione divina e, nondimeno, in una situazione di diaspora, situazione di prova ma anche di una speciale opportunità di testimonianza, per cui le comunità cristiane possono veder ripetersi i prodigi della prima predicazione del Vangelo.

Mi auguro che l’itinerario biblico-catechistico possa costituire una preziosa occasione perché ciascuno scopra il dono ricevuto da Dio e così «lo metta a servizio degli altri, come buoni amministratori della multiforme grazia di Dio. Chi parla, lo faccia con parole di Dio; chi esercita un ufficio, lo compia con l’energia ricevuta da Dio, perché in tutto sia glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, al quale appartengono la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen!» (1Pt 4,10-11).

mons. Francesco Beschi - Vescovo di Bergamo