Padre Nostro – don Ruben Capovilla
COMMENTO ICONOGRAFICO
Filo conduttore: giochi di luce e ombre
Dio, immenso, onnipotente, indicibile Dio., Poterci rivolgere a Lui è come guardare il Sole: accecante e impossibile. Non possiamo molto, né capire, né pretendere, eppure possiamo chiamare Dio papà, possiamo dirlo “nostro Dio”. È il grande il dono di poterci rivolgere a Lui da figli adottivi.
La fiamma di una candela vive solo se c’è ossigeno, solo se c’è il cielo; così l’uomo. Il cielo è il luogo in cui sta ogni uomo, per poter vivere: c’è un cielo in parte ad ogni uomo che vive. Dio abita i cieli non perché sia distante dall’uomo, ma perché è il più vicino a lui.
È oro (di un tabernacolo), segno di un dono prezioso, perché santificare è anzitutto lodare Dio, metterlo al primo posto, riconoscerlo come nostro Signore e Dio, donare a lui ciò che abbiamo di più prezioso.
È oro, segno di qualcosa di bello e prezioso che possiamo fare, ma che si manifesta e ha senso solo se illuminato da una luce Altra, che viene da fuori. Perché santificare il suo nome significa vivere i suoi comandamenti: fare quindi qualcosa di prezioso e bello che ha senso solo se illuminato dalla sua luce.
Una porta aperta: attesa di una luce che viene introdotta nella stanza. È una lampada, piccola fiammella custodita, che può portare ogni uomo. Il Regno di Dio è piccolo e fragile, proprio come un bambino, come un chicco di senape; eppure già adesso è presente e ogni uomo può portarlo e farlo accrescere.
Una finestra che riflette la luce: non ne è padrona, può solo rifletterla in verità e pienezza.
L’arcobaleno: segno di alleanza tra Dio e l’uomo, legame tra il cielo e la terra. La luce del cielo porta i colori di ogni cosa sulla terra.
DACCI OGGI IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO
La luce del Sole di ogni giorno che illumina le nostre strade, quelle che percorriamo tutti i giorni, con luci ed ombre che attraversiamo. Vuole sottolineare il quotidiano e la richiesta della preghiera è domanda a Dio di donarci ciò di cui abbiamo bisogno ogni giorno.
Un volto accarezzato dalla luce del perdono che libera dal buio della paura, slega dalla vergogna e dal senso di colpa, fa brillare la speranza e accenna a un sorriso.
COME NOI LI RIMETTIAMO AI NOSTRI DEBITORI
Solo perché illuminati e perdonati possiamo anche noi perdonare. Non è un volto chiuso nel proprio orgoglio, ma con dolcezza guarda l’altro e gli dona la luce del perdono.
Nel cammino di ogni giorno solo la luce di Dio può guidarci. Anche nelle vie che sembrano più buie la luce della sua presenza e della sua parola non ci abbandona all’errore e alla paura.
Un cielo che coperto dalle nubi vede uno spiraglio di luce, uno squarcio di cielo.









