Articoli marcati con tag ‘musica’

Lodate Dio con arte

Pubblicato il 16 luglio 2010 da redazione nella sezione Biblioteca

Lodate Dio con arte«Vi è una misteriosa e profonda parentela tra musica e speranza, tra canto e vita eterna: non per nulla la tradizione cristiana raffigura gli spiriti beati nell’atto di cantare in coro, rapiti ed estasiati dalla bellezza di Dio. Ma l’autentica arte, come la preghiera, non ci estranea dalla realtà di ogni giorno, bensì ad essa ci rimanda per “irrigarla” e farla germogliare, perché rechi frutti di bene e di pace».

Esce a cura di Carlo Carniato, per i tipi di Marcianum Press (l’editrice dello Studio Teologico Marcianum del Patriarcato di Venezia) e con introduzione di Riccardo Muti (leggi qui anche la sua Introduzione), questa raccolta completa degli scritti di Joseph Ratzinger /Benedetto XVI sul canto e la musica. Si tratta di saggi, conferenze, omelie, saluti o discorsi nei quali, dal 1974 ad oggi, l’Autore parla di tale argomento. E’ quindi il manuale del Ratzinger-pensiero sulla musica ed in particolare sulla musica al servizio della liturgia, quella musica sacra che è “linfa vitale della liturgia”.

Alcuni di questi testi erano già disponibili in traduzione italiana in edizioni diverse. L’averli radunati in un’unica pubblicazione con l’aggiunta di tutti gli altri scritti, anche quelli minori e i più recenti, è stata impresa intelligente e felice; direi necessaria, visto lo stato della questione e la pochezza, più qualitativa che quantitativa, della letteratura riguardante tale tematica.

Essendo una raccolta di scritti di vario genere e non un unico saggio, la disorganicità strutturale viene brillantemente superata attraverso una coerente distribuzione del materiale per ambiti e per cronologia. Il volume infatti è diviso in quattro parti. La prima intitolata Musica sacra, Bibbia e Concilio costituisce il nucleo più importante: qui sono condensati i saggi fondamentali sull’argomento. La seconda parte è dedicata alla Musica liturgica, con approfondimenti anche pratici riguardanti la musica all’interno della prassi liturgica. La terza parte è intitolata Spiritualità della musica: in essa  il filo conduttore è la capacità della musica di agire sullo spirito umano e di aprirlo ad alte ed altre prospettive. La quarta parte è intitolata Musica sacra e profana e raccoglie brevi e sapide pagine di discorsi contenenti le impressioni ricevute in occasioni di concerti ed eventi.

Basilari le pagine contenute nella prima parte: i tre saggi Sul fondamento teologico della musica sacra, La trasposizione artistica della fede. Problemi teologici di musica sacra e “Cantate a Dio con arte” Direttive bibliche per la musica sacra” , divengono la chiave interpretativa di quanto poi segue. Pagine non sempre facili ma comprensibilissime, nelle quali il teologo parte sempre dalla lucida constatazione dello stato di crisi della musica e della liturgia (che è innanzitutto dovuta alla crisi di fede), mette in evidenza le erronee impostazioni di fondo (funzionalismo ed estetismo) e propone soluzioni al superamento della crisi.

Nella seconda parte troviamo altri tre saggi dedicati alla musica liturgica: L’immagine liturgica del mondo e dell’uomo e la sua espressione nella musica sacra, con una interessantissima disamina teologica  ( e conseguente demolizione) della voce “canto e musica”  del Dizionario di liturgia delle Edizioni Paoline; “Di fronte agli angeli voglio cantarti” Tradizione di Ratisbona e riforma liturgica nel quale, a partire dall’esperienza del coro della cattedrale ratisbonense, mette in luce alcune luci ed ombre della applicazione pratica della riforma liturgica; infine Musica e liturgia, nel quale vengono riassunti i fondamenti intrinseci della musica sacra cristiana inerenti all’azione del Logos e dello Spirito nella liturgia.

La terza e quarta parta sono caratterizzate da pagine più brevi, dove la profondità del teologo lascia il posto alla confidenza intima dell’uomo, dell’ascoltatore e dell’esecutore di musica quale Benedetto XVI è. Ci viene rivelato così lo stupore che, ancora bambino, lo colse nell’ascolto di una Messa di Mozart e che gli rivelò la bellezza della liturgia cattolica, bellezza di cui si innamorò e del cui innamoramento vuole renderci tutti partecipi, attraverso lo scoprimento del vero volto della liturgia e del vero suo spirito. Senza stupore, infatti, non c’è apertura al Mistero e la liturgia fallisce il suo scopo.

Un libro da leggere, da studiare, da meditare e da mettere in pratica.

don Gilberto Sessantini
Resp. Diocesano Ufficio Musica Sacra

copj13Joseph Ratzinger – Benedetto XVI,
Lodate Dio con arte
,
Marcianum Press,
Venezia 2010,
pp. 268.

Lyra

Pubblicato il 26 ottobre 2009 da redazione nella sezione Formazione

don Francesco Bigatti“Non tutte le strade sono un percorso”
E’ possibile trovare tracce di una ricerca di Dio nei cantautori?
Attraverso immagini e canzoni di questo ultimo anno e qualche tuffo nel passato,
scopriremo strade percorse e tantativi (più o meno riusciti) di ritrovarLo.

Chiuduno, 15 novembre
1° percorso 15.45; 2° percorso 16.30

Intervista a don Francesco Bigatti

Don Francesco, per il quarto anno un percorso ai catechisti che entra coraggiosamente in un pianeta variegato, molto conosciuto tra i giovani e gli adulti…
Cosa proponi questa volta davanti al filo conduttore della “ricerca di Dio”?
Quest’anno il tema è molto diretto: la ricerca di Dio nei cantautori. Il titolo del mio stand, che ho preso da una canzone di Nicolò Fabi, spiega ciò che cercherò di approfondire: ci sono tante strade iniziate su questo tema, ma non tutte sono diventate un percorso significativo. Ci sono canzoni che non nominano la parola “Dio” ma sono molto più vicine al tema di altre che lo nominano, ma forse con più superficialità.

Ci sono a tuo avviso dei cantautori, in particolare dei testi di canzoni contemporanee, che sono particolarmente significativi a riguardo?
Ci sono canzoni significative al riguardo, sia nelle produzioni dell’ultimo anno, sia nel passato. Le mostrerò, alcune con l’ausilio dei video che accompagnano la musica. Certo, la cosa che meraviglia è che forse l’unico cantautore che ha avuto il coraggio di prendere in mano la questione di Cristo (non di Dio in generale, ma di Gesù) è Fabrizio de Andrè, che sicuramente non è un cantautore ”giovanissimo”…

Secondo te la catechesi oggi conosce ed utilizza sufficientemente il linguaggio della canzone? Quali avvertenze deve avere? Quali vantaggi e quali limiti offre un simile percorso?
Si vedono dei passi in questo senso, soprattutto nella catechesi dei preadolescenti e adolescenti. Il rischio è quello di pensare che utilizzare una canzone sia un modo per “fare i fuochi d’artificio” con i ragazzi e risolvere il problema dell’incontro. No. Il catechista deve conoscere prima molto bene la Parola e il tema che vuole trattare, solo dopo sceglie la canzone che potrebbe aiutarlo a introdurre il tema. Non solo: la canzone può diventare un momento di confronto per costruire insieme ai ragazzi un incontro di catechesi: è il loro “antropologico”!

DSC_0098

Quali reazioni, impressioni maggiormente ti hanno colpito nei catechisti che in questi anni hanno seguito il tuo percorso?
Mi ha sempre colpito l’entusiasmo delle persone che ascoltano e purtroppo nei tre quarti d’ora dello stand si può fare poco. Molte mi scrivono mail e chiedono consigli per un loro incontro o percorso durante l’anno. Penso che è molto di più quanto ricevo di quanto riesco a dare: è un grande dono incontrare a Chiuduno la passione di uomini e donne che vorrebbero dire Gesù trasmettendolo ai loro ragazzi cercando di trovare nuovi linguaggi.

Offrirai anche del materiale?
Certo, fornirò sicuramente i testi delle canzoni e i commenti alle canzoni, legandole ad alcuni brani biblici. Inoltre offrirò anche una sezione di canzoni legate ad alcuni temi sociali particolarmente attuali: salvaguardia del Creato, lavoro, immigrazione, Giustizia e situazione sociale. Queste canzoni possono aiutare a creare incontri di catechesi su questi temi per adolescenti, ma non solo, anche per giovani e adulti. E ci sarà anche una sorpresa finale…

Draco

Pubblicato il 24 ottobre 2009 da redazione nella sezione Formazione, Liturgia

d. GilbertoUna “scala” verso il Cielo
Sette note per dire l’Ineffabile,
l’anelito dell’uomo e il disvelarsi di Dio nella Liturgia.

Chiuduno, 15 novembre
1° percorso 15.45; 2° percorso 16.30

Intervista a don Gilberto Sessantini

Quest’anno una proposta non solo di musica, ma di musica e liturgia… Cosa intendi concretamente offrire ai catechisti?
Visto che il tema dell’Incontro è dedicato ai “cercatori di Dio” e che la Liturgia è il luogo dell’incontro innanzitutto di Dio con gli uomini, cercherò di dimostrare attraverso esempi semplici e concreti come questo possa avvenire.

Perché la sottolineatura che nella Liturgia e quindi nel canto liturgico è Dio che incontra gli uomini?
Contrariamente a quanto si può pensare, il soggetto (Colui che agisce) dei Sacramenti è Dio; essi sono suo dono, dono offerto attraverso ciò che gli uomini possono udire, vedere, sentire.

La musica, questione molto delicata e banalizzata: il concetto di bello, il gusto personale e le mode spesso entrano in conflitto…
Quando il criterio nella scelta dei canti e delle musiche è puramente soggettivo o legato ad una moda si producono nella liturgia effetti devastanti. Essa non è più in grado di essere quello che è. La soluzione è lasciarsi sempre interpellare dalla regole interne alla liturgia.

Quali regole?DRACO
Ad esempio il rispetto delle forme musicali in relazione al testo o al contesto: oggi la forma musicale più utilizzata è la canzone… possiamo così avere anche dei “Signore, pietà” costruiti in questa forma, mentre l’atto penitenziale presuppone e richiede perciò una forma litanica… è solo uno dei tanti esempi possibili.

Insomma intendi esplicitare ed approfondire i criteri fondamentali per la valorizzazione del canto nella ricerca di Dio. Ci sono degli strumenti musicali da privilegiare nella liturgia?
Certo. Innanzitutto dobbiamo ricordare che gli strumenti musicali sono appunto dei “mezzi”, non il fine, e come tali vengono utilizzati quando servono realmente allo scopo. I colori che i vari strumenti apportano qualche volta possono essere un di più, qualche volta necessari.

Bene, come capirlo allora?
Non posso, ad esempio, pretendere di sostenere il canto di una assemblea con una chitarra: essa è nata come strumento di accompagnamento solistico. Se questa caratteristica mi serve nella liturgia allora utilizzo una chitarra, altrimenti no.

Vedi nei catechisti, negli operatori pastorali una sufficiente preparazione musicale data la posta in gioco?
Visti i risultati che spesso riscontro, direi che si può fare molto di più e meglio, soprattutto uscendo dalla logica distorta così frequente che i bambini ed i ragazzi possano solo cantare canzoni infantili, o peggio, infantilizzanti.