Articoli marcati con tag ‘mare’

La parola senza la quale nulla esiste

Pubblicato il 24 agosto 2011 da redazione nella sezione Biblioteca

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Un giorno un uccello bianco scese giù dal cielo. Leggero, si posò sopra un grande libro aperto che uno sconosciuto aveva dimenticato sulla spiaggia, un bel libro enorme, fragile, solitario. Il vento, piano piano ne agitava le pagine, un vento dolce, spensierato, che veniva dal mare. E l’uccello piluccò delle parole dai fogli di carta. Inghiottì giustizia, parola, libertà; gustò ascolto, dignità, tolleranza; si deliziò con pace, tenerezza, differenza; si saziò di gioia, compassione, amicizia. Avendo recuperato le forze ed avendo placato la sua fame, riprese il volo verso cieli più lontani. Dopo giorni e notti di viaggio estenuante, si posò infine sotto un sole torrido, in un vasto deserto dalle cento aride dune, dove il vento scatenato, infuocato urlava di rabbia, senza barriere, senza meta, venendo dal nulla, carico di amari veleni e di sabbie sparse. Attraverso il suo sguardo acuto, all’orizzonte sfocato dalla sabbia in movimento, vide ben presto apparire un miraggio fra il cielo limpido, azzurro, senza una nuvola e le pieghe appena accennate del suoloincandescente. 2
Dalla terra rossa e oro, apparve una città, rintanata in palazzi dalle buie finestre e in segreti giardini invasi dal verde. Gente silenziosa circolava per le strade portando sacchi di frutta, pile di dolci, montagne di pane, pesanti giare piene d’acqua, che non avrebbero calmato né la loro pena, né la loro fame, ma i muti richiami dei loro grandi occhi spenti. Sui marciapiedi, bambini sfiniti dormivano tra le braccia imponenti di madri scarne, mentre principi, coricati su sete preziose, ridendo fragorosamente gettavano i loro avanzi ai cani. L’uccello aprì il becco e seminò qualche parola sul suolo screpolato delle aride viuzze. Seminò libertà, giustizia, dignità, parola e si lanciò con un gran battito d’ali verso altre vite, errando su nuovi lidi. Dopo giorni e notti di viaggio, si posò infine sul tetto di una città dove, fra grattacieli di vetro, cemento e acciaio, si accalcavano senza tregua uomini affaccendati. Li vide avanzare con indifferenza su binari, marciapiedi, scale mobili, in una imperturbabile danza, dai ritmi implacabili, dai sordi scalpiccii… Vide grigi quartieri dai fitti palazzi, dove abitavano a migliaia uomini disillusi. 3

Le loro teste traboccanti di preoccupazioni, di sconforto, si chinavano verso terra, appesantite dalla tristezza. I loro visi di cera, di metallo o di ebano, esprimevano solitudine, fatica, dolore. L’uccello aprì il becco e seminò qualche parola nella città senza cuore dalle molteplici sbarre. Là, sui grigi selciati, cresceva soltanto violenza, competizione, rivalità, diffidenza. Seminò tolleranza, seminò differenze e seminò tenerezza, ascolto, nel silenzio. Poi, con un gran battito d’ali, riprese il volo verso altre vite, errando su nuovi lidi. Giunse sopra un paese devastato da una guerra assurda, così lunga, così crudele. che non si sapeva nemmeno più chi l’aveva cominciata.
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Aprendo il becco ancora, per l’ultima volta, seminò compassione, pace, amicizia e gioia. Poi si allontanò, con un battito d’ali, per volare via, più in alto e più lontano nel cielo. Sfinito, ritornò lentamente sulla spiaggia dove le pagine del grande libro ancora si agitavano. E in quel momento, si rese conto che aveva dimenticato di piluccare una parola senza la quale nulla esiste, nulla può cominciare a sbocciare, nè a crescere. La prese nel becco e, come un’artista che lancia al vento una poesia, un accordo di chitarra o un raggio di luce, la gettò in aria, allegramente, con vigore…

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E la parola si avvolse tutt’attorno alla terra… Era la parola amore, senza la quale l’esistenza non é che una prigione o un lungo peregrinare. Poi l’uccello ripartì per il luogo da dove era venuto. Appena prese il volo, sparì. Sulla spiaggia rimase soltanto un libro bianco, aperto, sul quale dei bambini venivano a volte, la sera, a reinventare delle parole: felicità, allegria, speranza, innocenza, danza, risa, viaggi… Il vento piano piano, ne agitava le pagine, un vento dolce, spensierato che veniva dal mare.

Claude Clement

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PONYO sulla scogliera

Pubblicato il 10 agosto 2011 da redazione nella sezione Biblioteca

ponyoUna storiablu

C’era un tempo in cui il Mare abbracciava la Terra e l’acqua accarezzava i monti, giocava con i rami degli alberi e i pesci si rincorrevano nei prati, ridendo assieme ai bambini.

Il Mare non si arrabbiava mai con la Terra e se, qualche volta, capitava che i venti capricciosi arruffassero le onde, era solo per giocare a nascondino con gli scogli, solleticare i campi e le strade, per colorare di blu i tetti delle case.

Poi venne il tempo in cui ci fu uno squarcio nel mondo, e il Mare non abbracciò più la Terra, non accarezzò più i monti, né giocò più con gli alberi. I pesci non scherzarono più con i bambini nei prati. Le onde si abbatterono furiose sulle spiagge, travolsero case e villaggi, inghiottirono le navi, i rami si schiantarono, sotto gli schiaffi dell’acqua. E le creature del mare non poterono più affacciarsi sulla terra. Erano tenute prigioniere da uno stregone che pensava che gli uomini fossero creature malvage, era loro la colpa se il mare non abbracciava più la terra.

Ma c’era una pesciolina rossa ghiotta di prosciutto, che si chiamava Brunilde. Era curiosa di vedere cosa ci fosse oltre la superficie blu da dove entrava il sole. Allora decise di salire fin lassù e qui conobbe un bambino Sosuke che la chiamò con un nuovo nome, Ponyo, perché era morbida e spugnosa. Questa è la storia della loro amicizia e di come alla fine il Mare e la Terra tornarono ad abbracciarsi.

Quando lo squarcio del mondo fu riparato.

Ponyo vuole diventare un essere umano”

(Ponyo)

Echi dalla Bibbia

Per citarne solo alcuni:

il primo richiamo biblico, sia nella Sirenetta che in Ponyo, è, bellissimo, l’ Incarnazione con riferimento a Filippesi 2 (da adattare ai bambini).

Più semplice Gv 15, 13 sul dare la vita per gli amici.

Sottolineando il modo in cui Risa, la mamma di Sosuke, tratta il figlio (dandogli piena fiducia, nonostante sia piccolo, sarà poi il bambino a confortare la mamma nel momento della difficoltà), si potrebbe pensare alla fiducia che Dio ripone nell’uomo (Annunciazione,  o il compito affidato a Pietro, o alla missione dei profeti (Giona, Elia, Isaia..), qui ogni catechista può scegliere il personaggio più adatto al gruppo che ha e in base al proprio percorso.

A partire dalla sfiducia del padre di Ponyo verso il genere umano, opposta alla fiducia di Ponyo si può leggere il Salmo 8 ( Che cos’è mai l’uomo perchè di lui ti ricordi…), l’uomo vivente è la gloria di Dio (Sant’Ireneo).

Poi ci sarebbe il tema della vecchiaia (le nonnine dell’ospizio dove lavora Risa) che dà ancora frutto – Salmo 92 ( Nella vecchiaia daranno ancora frutti, saranno verdi e rigogliosi …) e quello de mare, centrale nel film, nella sua ambivalenza simbolica.
Il mare in tempesta che si placa nel momento dell’abbraccio tra Ponyo e Sosuke, con un arcobaleno (qui il riferimento è al Diluvio e alla pace tra Dio e gli uomini).


Altri spunti di riflessione e percorsi didattici, clicca su SCHEDA

Onda su ondadalla Sirenetta di Andersen

La parola alla REGIA … Hayao Miyazaki

piccoli critici in erba … Leggi il commento dei bambini

Le frasi

  • Il pregiudizio: Le persone non si giudicano dall’apparenza (Risa); Se un pesce rosso arriva sulla spiaggia, arriva lo tsunami (la vecchietta )
  • La cura dell’altro: Ci penserò io a proteggerti (Sosuke a Ponyo)
  • La sofferenza del mare: Che sporcizia, che sozzura!… Gli esseri umani non fanno altro che depredare la vita del mare (Fujimoto)


CanzoncinaCanzoncina di Ponyo di Ponyo

Regia: Hayao Miyazaki

Soggetto,  sceneggiatura e montaggio:  Hayao Miyazaki

Responsabile dell’animazione:  Katsuya Kondô

Musiche: Joe Hisaishi

Giappone, 2008, 100’ circa, col

Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2009

Curiosità: il vero nome di Ponyo è Brunilde, regina islandese di cui si innamora Gunther, re dei Burgundi. Egli, per conquistare la regina, chiede aiuto a Sigfrido (poema del Nibelunghi).Il regista si è ispirato alla Sirenetta di Andersen.

Personaggi: Ponyo, Sosuke, Fujimoto (il padre di Ponyo), Risa (la madre di Sosuke), Koichi (il padre di Ponyo), Gran Mammare (la madre di Ponyo), le sorelline di Ponyo.

Il mare dà mostra di sé

Pubblicato il 6 agosto 2011 da redazione nella sezione Biblioteca, Formazione


Fascino e terrore 1
La Mer

Fascino e terrore

Fascino e terrore 3

Fascino e terrore

Fascino e terrore Fascino e terrore

Katsushika Hokusai, Chôshi dans la province de Shimôsa Miroir historial, Séparation de la Terre et de la mer - sec. XIV Neptune, avec son trident, entouré des tritons, Évrard de Conty, Le Livre des échecs amoureux moralisés, sec. XV Louis Garneray (1783-1857), Le Naufragé

Affiche pour Moby Dick de Herman Melville, Par le théâtre de l'Éphémère. Angoulême, Centre Saint-Martial, 1987