A molti di voi sarà già capitato in questi mesi di scorgere in libreria e magari sfogliare il nuovo libro uscito dalle mani sapienti di Giusi Quarenghi impreziosito dal tratto intenso delle tavole di Michele Ferri: IO TI DOMANDO Storie dell’Antico Testamento.
Seconda felice esperienza dei due autori nella stesura di un testo a carattere religioso. Dopo “Salmi per voce di bambino” in cui proposero una riscrittura poetica ed espressiva per ragazzi di alcuni salmi scelti, ora dedicano la loro sensibile profondità ad una raccolta in 49 racconti della tradizione di parabole e leggende chiamata Midrash. Termine ebraico che indica la ricerca, l’indagine che i maestri del giudaismo nel tempo hanno intrapreso per comprendere il senso della Scrittura attraverso la narrazione, forma ideale con cui percepire, in parte almeno, in maniera sempre nuova il multiforme svelarsi di Dio nella storia delle sue creature.
Potrebbe quindi semplicemente passare per una nuova bibbia illustrata sull’Antico Testamento, di pregio, che si affianca ad altre significative pubblicazioni. Eppure il testo della Quarenghi presenta notevoli tratti originali e di valore catechistico.
Prima qualitativa caratteristica è data dalla traduzione che rivela una scrupolosa cura della lingua ebraica; nella tipica sintesi del racconto si fonde una forte evocazione di significati, le parti in corsivo riprendono testualmente la Bibbia per poi essere integrate da frasi poetiche che affascinano e al contempo sollevano domande.
Questa è la seconda grande caratteristica del libro: le domande!
Esse seguono ogni racconto e accompagnano il lettore nella ricerca dei possibili significati di quanto ha udito o letto. Sono come delle sottolineature che esprimono a volte le incongruenze scaturite dal testo, altre volte spiegano alcuni termini in chiave spirituale, chiariscono il contesto culturale in cui avviene la vicenda narrata e la assoluta novità dell’intervento divino. Aiutano a porsi davanti al racconto biblico con sguardo capace di approfondire le storie perché attraversino la nostra storia, ad essa pongano domande e provocazioni, ma anche maggiore luce.
Non ultima caratteristica sono le tavole illustrate da Michele Ferri, a volte accennate come sfondi, mai casuali, altre volte a piena pagina oppure incorniciate come cammei. Bucano la storia per svelarne il cuore, anche esse sintesi di interrogativi e significati. Per la scelta dei colori e del tratto risultano fortemente simboliche anche quando apparentemente descrivono la scena narrata.
È un testo, Io ti domando, che non ci si stanca di sfogliare, di leggere e scoprirvi sempre nuovi risvolti, come se, secondo le parole dell’autrice nell’introduzione, la storia ascoltata cammini in noi, con noi che, a volte, non capiamo ma ci sentiamo capiti. Anche se in un modo un po’ particolare, ora gettando luce dove c’era buio, ora riaccendendo il buio in quello che sembrava luce. Perché la Bibbia cresce con chi la legge – come diceva Gregorio Magno.
Essendo la forma letteraria del libro quella del racconto essa si presta non solo ad un proficuo uso nella catechesi, ma anche per una piacevole lettura con i propri figli o nipoti, sapendo che la Bibbia non è avara di figure eroiche, di buoni e cattivi, di avventure affascinanti da far invidia al miglior libro di storie! E per non cadere in una scorretta interpretazione fiabesca, bensì per far crescere fin da piccoli l’attitudine introspettiva ecco l’aiuto delle spiegazioni successive.
Io ti domando. Storie dell’Antico Testamento
Giusi Quarenghi – Michele Ferri
Edizioni Rizzoli, 2010













