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Croce gloriosa

Pubblicato il 14 settembre 2009 da redazione nella sezione Liturgia

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Il Crocifisso di S. Damiano è un’icona, ci parla di Cristo da una prospettiva “gloriosa”. I suoi occhi sono aperti, non chiusi come quelli di un morto, ed esprimono calma e dolcezza. Egli non chiude le palpebre, abbandonandosi sotto il peso dei suoi dolori, ma dimentica se stesso e il suo sguardo puro e trasparente non dice “Soffro“, bensì: “Venite a me“. I suoi occhi spalancati guardano con amore il mondo che ha salvato col suo estremo sacrificio. Il suo collo e la sua gola sono molto pronunciati e turgidi, quasi a significare lo sforzo nell’emettere l’ultimo respiro, l’alito di vita che prorompendo da Cristo genera una nuova creazione e dona lo Spirito Santo.

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La croce è “cosmica”, che riconcilia la terra con il cielo (palo verticale) e riunisce i popoli pagani con i popoli credenti, la chiesa e la sinagoga (traversa orizzontale). Tutta la croce è inondata di luce che promana da Cristo. “Io sono la luce del mondo; chi segue me non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita“. Gesù è in piedi, vivo, non inchiodato alla croce, sebbene dalle sue ferite escano  rivoli di sangue.

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Egli veste il “perizoma” che in antichità era l’abito dei principi egiziani ed indica che Cristo è il Signore, Re vittorioso. Nel suo addome vi pare raffigurato il volto del Padre, che ha “viscere materne”, quasi nel rappresentare una “gestazione”.

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Nel cerchio rosso sopra la testa di Gesù è anticipata l’Ascensione e prefigurato il movimento dello Spirito, lo Spirito del Risorto. Egli sembra uscire dal cerchio e nella sua mano sinistra stringe una croce d’oro a guisa di chiave: infatti è Lui che apre la porta del Cielo. Le sue vesti sono dorate, della luce della Trinità, tranne la stola che è rossa, colore della Passione che ha sofferto per noi; è la stola del Diacono: Egli infatti è il Servo obbediente.

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Intorno ci sono gli angeli che lo accolgono in cielo. Sotto è la dicitura: GESU’ NAZARENO RE DEI GIUDEI. All’interno del semicerchio in cima all’icona c’è la mano destra di Dio Padre che, con due dita distese, benedice e nello stesso tempo indica che quegli è il Figlio, seconda persona della Trinità. Alla base della croce si vede una sezione di roccia: è il simbolo di Pietro. Le conchiglie disposte sul perimetro dell’icona sono il simbolo del pellegrinaggio terreno verso l’eternità, ma sul lato inferiore la cornice  è aperta per lasciare a noi una “porta” dalla quale entrare.

I personaggi accanto a Gesù sono: Maria e Giovanni alla destra di Gesù, Maria Maddalena, Maria di Cleopa e il centurione romano a sinistra.

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Il mantello di Maria è di colore bianco: simbolo di purezza. Le gemme sul mantello rimandano alle grazie dello Spirito Santo. Il rosso scuro portato sotto il mantello simboleggia l’amore. La mano destra di Maria indica Giovanni e la sua mano sinistra poggia sulla guancia, quasi ad indicare il suo amore per lui. Giovanni, quasi colpito dal sangue che fuoriesce dal costato di Gesù, indossa un mantello di colore rosa, simbolo di saggezza eterna, mentre la sua tunica è bianca, simbolo di purezza. La sua posizione è tra Gesù e Maria, egli è il discepolo amato da entrambi. Maria Maddalena è vicina a Cristo; ha la mano appoggiata sul mento, e sta a indicare un segreto confidato; indossa un vestito di colore scarlatto, colore dell’amore. Maria di Cleopa, madre di Giacomo, indossa vestiti di un colore di terra, simbolo di umiltà. La sua ammirazione per Gesù è indicata dal gesto della mano destra.

Il centurione ha, nella mano sinistra, un pezzo di legno, che indica la costruzione della sinagoga. Il bambino oltre la sua spalla è il figlio del centurione, miracolato da Gesù. Il pollice e le due dita del centurione indicano la Trinità, mentre le sue dita chiuse raffigurano il mistero nascosto delle due nature di Gesù: “Veramente quest’uomo era Figlio di Dio“. Longino è la minuta figura accanto a Maria: è il soldato romano che con una lancia ha trafitto il costato di Gesù. La piccola figura accanto al centurione è Stefano, il soldato che ha offerto a Gesù l’aceto.

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In fondo all’icona ci sono altre figure di santi, non individuati: potremmo essere noi che, entrando per la “Porta” che è Cristo, sostiamo ai suoi piedi ad ascoltarlo e, come Maria, scegliamo la parte migliore. Proprio lì, ai suoi piedi, dove sgorga il suo Sangue prezioso, possiamo abbeverarci, come Francesco, all’Amore di Dio.

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