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“State attenti a voi stessi,
che i vostri cuori non si appesantiscano
in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita…” Lc 21,34
Sopra la bella villa dove si conduce una vita spensierata un macigno pencola. Coma mai non se ne curano? “Se non è caduto finora” dicono “che motivo c’è che cada in avvenire?”
In realtà non è rimasto immobile. L’anno scorso forse a motivo del disgelo, ha fatto un piccolo scarto, una scivolatina, e una scarica di ghiaia e sassi è piombata sul tetto della villa. Poi si è fermato, ancora più sporgente e minaccioso.
“Meglio così” hanno detto “si è assestato, e poi, anche ammesso il pericolo, che c’è da fare?” “Si potrebbero mettere dei puntelli, per esempio. O fare una colata di cemento. Oggi si fanno dei lavori anche più difficili.”
”E i soldi?” ribattono ridendo. “E il tempo necessario? E poi chi ha voglia di arrampicarsi fin lassù e lavorare sul limite del precipizio? Non solo: come escludere che dopo non sarebbe peggio? Per rassodare la piattaforma del macigno, magari si finirebbe a smuoverlo.” Ancora: “Se cadesse, è proprio stabilito che schiacci la villa? Chi lo sa. Potrebbe cadere un po’ più in qua o un po’ più in là, senza fare danni di sorta. E poi non sarebbe ora di piantarla con questa storia del macigno? Per carità, che menagrami. Se è proprio scritto che il disastro accada, pazienza. Intanto non amareggiamoci la vita”.
Ridono, giocano, mangiano, si ubriacano. Ogni tanto, nel pieno della notte, da altre parti della valle, giungono dei tetri tonfi, i vetri tremano. E’ segno che qualche pezzo di montagna si è staccato precipitando giù, può darsi che qualche casa ne sia rimasta spiaccicata. Ma ormai si è fatta l’abitudine. Nessuno batte ciglio a questi tuoni. Continuano a giocare, la sigaretta tra le labbra, poi vanno tranquilli a letto e si addormentano.
Dino Buzzati, Il macigno, in: In quel preciso momento, 1963
Racconto di Natale
di Dino Buzzati
Dov’è Dio? Ne abbiamo bisogno… Perchè non riusciamo a trovarlo?
Attraverso un surreale racconto di Dino Buzzati, andiamo alla scoperta del senso profondo della nostra fede.
Chiuduno, 15 novembre 2009
1° percorso: 15,45 – 2° percorso: 16.30
Intervista a Claudia Saita
La favola, lo stand più visitato in tutti questi anni… cosa state preparando per Chiuduno 2009?
Quest’anno vogliamo dare un taglio un pò diverso, sempre nella linea di offrire piste e strumenti ai catechisti delle variegate fasce d’età. Proporremo a Chiuduno il “Racconto di Natale” di Buzzati, un testo estremamente ricco e stimolante che può venire letto ed interpretato a diversi livelli, proprio a seconda dei diversi destinatari, dai ragazzi ai giovani… agli adulti. Dopo Ushi, Pinocchio ed Il Prinicpe felice arriva un racconto breve, più complesso, ma senza dubbio di grade attualità.
In che cosa consiste questa “attualità” del Racconto di Natale buzzatiano?
In primo luogo proprio il tema dela ricerca, perfettamente in linea con filo conduttore che lega le varie proposte di quest’anno. Ricerca e viaggio quindi – temi così cari al grande scrittore bellunese – e, direi, dentro queste coordinate si può facilmente rintracciare il significato della vita e quindi il senso della nostra fede.
Fede e vita che devono essere profondamente legate: insieme a don Valentino, il protagonista del racconto, ci verrà chiesta una forte verifica riguardo al nostro cammino di fede e, conseguentemente, al nostro ruolo di catechisti ed educatori.
Quali sono le risorse catechistiche di una favola, di un racconto?
Credo che un racconto, una favola siano uno strumento straordinario capace di raggiungere con poesie e sinteticità dei contenuti fondamentali che poi spetta alla catechesi approfondire e mettere in diaologo con la Scrittura e tutta la fede della Chiesa. Interessante è proprio la metodologia di fondo: sviluppare le potenzilità di un linguaggio accattivante e coinvolgente.
Il successo avuto in tutti questi anni, dimostra che il racconto può diventare un punto di partenza decisivo da valorizzare nei nostri percorsi catechistici per poter poi raggiungere seri obiettivi.
Offrirete anche del materiale?
Oltre al video che stiamo preparando e che sarà messo a disposizione, consegneremo anche una traccia per il lavoro catechistico che abbiamo elaborato a partire dal testo buzzatiano. Ci stiamo pure attrezzando per poter offrire ai catechisti anche il materiale degli anni passati.