Ogni anno l’Ufficio Catechistico offre ai Vicariati una proposta formativa che aiuti i catechisti nella loro preparazione contenutistica e metodologica.
Il cammino scelto quest’anno intende riscoprire ed approfondire il Sacramento del Battesimo “grembo”, “porta” e “lavacro”.
Offriamo qui la recensione di un agile ma decisamente ricco saggio di Maria Campatelli dedicato a questa decisiva tematica.
Un libro che vi invitiamo a leggere…
Lungi dall’essere solo uno dei “brevi saggi spirituali” di cui è costituita la omonima collana della editrice Lipa, il libro che presentiamo è una lettura mistagogica dei riti battesimali così come ci sono pervenuti nelle varie famiglie rituali orientali e occidentali. Una lettura mistagogica: cioè un lasciar parlare i riti e trarre da essi le coordinate teologiche e sacramentali per comprendere il rito stesso ma anche le realtà divine che esso trasmette e partecipa, secondo un metodo caro ai Padri della Chiesa e che ora, dopo anni di dimenticanza e di catechesi “sociologica”, sta lentamente ritornando in uso. “Vuoi sapere cosa è L’Eucaristia?” – si domanda Ambrogio di Milano – “Leggi la preghiera con cui la Chiesa fa l’Eucaristia!”. Allo stesso modo la Campatelli ci aiuta a comprendere il Battesimo a partire dalle parole, dai gesti, dai segni con cui le Chiese d’Oriente e d’Occidente celebrano il primo dei Sacramenti dell’Iniziazione cristiana. E il fatto che questa lettura mistagogica sia rivolta ai riti di entrambi “i polmoni della Chiesa” è il secondo tratto caratteristico di questo volume. Per la prima volta infatti si accostano le varie tradizioni della Chiesa, riuscendo a comporre in uno sguardo sinfonico ciò che l’Oriente può suggerire all’Occidente e viceversa.
Il libro è diviso in tre sezioni: dopo L’Introduzione, l’autrice affronta nella prima parte il cammino di preparazione, analizzando il battesimo come atto ecclesiale e soffermandosi sui riti del catecumenato o riti preparatori, quali l’iscrizione del nome, gli esorcismi, la catechesi, la “traditio” e la “redditio Symboli”. Nella seconda parte viene esplicitato il rito del battesimo vero e proprio con la spogliazione delle vesti, l’unzione prebattesimale, la consacrazione dell’acqua, il bagno battesimale, l’unzione postbattesimale, le vesti bianche e i doni del battesimo. Nella terza parte intitolata “Una vita battesimale” ci si sofferma, infine, sui riti conclusivi e da questi alla necessità di “vivere nascosti con Cristo in Dio” ovvero sulla necessità di compiere quel “movimento che dal giorno senza tramonto della resurrezione dove il battesimo ci ha trasportati ci porta al nostro oggi per liberare e trasfigurare le ore, i giorni, i mesi del tempo che non sono ancora vivificati da Cristo e dal suo Spirito”.
Fondamentali per comprendere questo libro – ed in quest’ottica tutta l’esperienza cristiana – sono le due parti estreme: l’Introduzione, che va letta con cura e quasi centellinata, per assaporare appieno il lavoro mistagogico e la rivoluzione catechetica che esso presuppone, ed il capitolo conclusivo. La Campatelli nella parte introduttiva afferma: “Se guardiamo ai grandi commentari patristici del battesimo, a partire già da Tertulliano, vediamo che dedicano grande attenzione a spiegare passo passo il rito battesimale. Questa attenzione al rito si spiega con il fatto che, essendo il rito la manifestazione, l’epifania di ciò che si compie tramite esso, è anche il mezzo della sua conoscenza e la sua spiegazione. Il rito cioè rivela e compie quanto la Chiesa crede che accada per mezzo di questo fare. Il mistero porta al simbolo, trova cioè una manifestazione a sé conforme in un insieme di azioni, di gesti che diventano espressione di una realtà spirituale. Non si tratta di una semplice pedagogia, ma di una via di comunione: ciò che viene fatto e detto e ciò che succede, il segno ed il suo significato, coincidono”. Siamo forse stati abituati dalla recente catechesi a considerare il battesimo solo come il sacramento che introduce nella vita della comunità; tutt’al più come il sacramento che toglie il peccato originale. Ma il dono più importante del battesimo è la vita della grazia, la vita divina che ci è donata in Cristo, la vita nuova in Cristo. E se “il principio di tutto è l’amore personale di un Dio personale, la vita sovrabbondante della comunione che le tre Persone divine si donano reciprocamente” e che vogliono donare pure a noi rendendocene partecipi, è proprio e principalmente attraverso i sacramenti che ciò avviene.
E’ chiaro il cambio di mentalità che abbiamo bisogno di compiere: è solo a partire dai sacramenti e dalla liturgia (che ci danno e dicono la pienezza della vita) che possiamo capire ed educare la nostra vita e non viceversa! Infatti “non si comprende la maternità della Madre di Dio a partire dalla nostra esperienza di madri, ma si impara ad essere madri celebrando e meditando anno dopo anno il ciclo del Natale, le feste della Vergine…Non si capisce Dio come Persona a partire dalla nostra esperienza delle persone, ma se la persona è un essere in relazione, allora ‘persona’ è un nome proprio di Dio, dal momento che Dio è persona per eccellenza, perché in relazione con tutti”. In definitiva non si costruisce l’uomo a partire dall’uomo, la cui immagine è sempre sbiadita dal peccato, ma da Dio e dal progetto – quello vero e reale – che Dio ha dell’uomo e che trova in Cristo, nuovo Adamo, capostipite dell’umanità nuova, il prototipo: “il realismo è quello della liturgia, è quello dell’uomo nuovo, non di noi che viviamo la nostra esperienza di peccato come ‘la vita vera’ e che addirittura proiettiamo questa nostra esperienza sui misteri della fede… Il mondo, con le sue radici nella Sapienza di Dio è divino…Ma questo mondo è ferito mortalmente dal peccato. E questo mondo ha esperienza della sua guarigione solo nel nuovo Adamo e in tutti quelli che sono innestati in lui ”.
C’è pertanto una antropologia falsa che parte dall’uomo e rimane chiusa in se stessa e che giunge a giustificare tutto, ed una antropologia vera, quella che parte da Dio e dai suoi doni, i sacramenti, per la costruzione di un uomo nuovo. La celebrazione dei sacramenti è allora “una specie di antropologia in atto, quella della trasfigurazione di Cristo alla quale il suo corpo (cioè noi) partecipiamo quando ci raduniamo per celebrarlo. Se l’antropologia vera è quella della liturgia, allora i suoi ritmi e le sue caratteristiche ci dicono qualcosa sul contenuto e sul modo di questa educazione religiosa” che trasforma la nostra vita in culto spirituale.
Un libro che si raccomanda da sé per coloro che vogliono capire il battesimo, la vita cristiana, se stessi e la Chiesa; un libro che aiuta – finalmente! – a passare dalla liturgia (quella viva) alla vita (quella vera); un libro che aiuta a uscire dalle acque stagnanti di una antropologia mortificante e a prendere il largo con le vele gonfiate dal soffio dello Spirito vivificante.
MARIA CAMPATELLI
Il Battesimo.
Ogni giorno alle fonti della vita nuova
Edizioni Lipa, Roma 2007, pp. 180, Euro 10


