Articoli marcati con tag ‘anno sacerdotale’

Preti novelli 2010

Pubblicato il 22 maggio 2010 da redazione nella sezione Liturgia

Vi invitiamo ad osservare le immaginette dei Preti novelli di quest’anno.
E’ un modo di ricordarli nella preghiera ma anche di scorgere,
attraverso le loro scelte, un pò del loro carattere, della loro sensibilità…
forse anche del loro futuro.
Quali immagini vi colpiscono maggiormente?
Cosa leggete dietro i colori e le forme?

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don Daniele Scandella – S. Paolo in Bergamo

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don Francesco Airoldi, Brembo di Dalmine

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don Antoine Guerini – Vertova

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don Luca Pezzotta – Campagnola in Bergamo

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don Paolo Carrara – S. Teresa di Lisieux in Bergamo

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don Giuliano Simoncelli, Valbondione

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don Marco Caldara, Montello

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don Davide Visinoni, Rovetta

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don Alberto Varinelli, S. Caterina in Bergamo

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don Fabiano Finassi, Cicola in Carobbio degli Angeli

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don Giulio Manenti, Martinengo

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don Marco Grigis, Selvino

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don Denis Castelli, Leffe


Una nuova sfida per l’annuncio

Pubblicato il 16 maggio 2010 da redazione nella sezione Formazione

Il sacerdote e la pastorale nel mondo digitale

I nuovi mezzi della comunicazione sociale al servizio della Parola

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Questo il tema opportunamente scelto dal Papa per la sua densa riflessione sulla 44a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali durante l’Anno Sacerdotale.

Il messaggio è imperniato su quattro citazioni della Sacra Scrittura; il primo passo è tratto dalla Lettera ai Romani in cui l’Apostolo mette in rilievo le condizioni di possibilità del processo credente:

Come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? Come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? Come ne sentiranno parlare senza che qualcuno lo annunci?  E come lo annunceranno se non sono stati inviati?

A monte sta l’invio da parte di Dio dei suoi testimoni, che hanno la missione di annunciare la parola della fede, ossia Cristo Gesù, così che quanti ascoltano abbiano la possibilità di entrare nella fede e di conseguenza invocare il nome del Signore, condizione per la salvezza. ( Rm10,11.13-15). Questa teologia paolina viene applicata dal Papa  al compito del sacerdote che è quello del servizio alla Parola e della Parola, ovvero annunciare Cristo, la Parola di Dio fatta carne. Nella seconda citazione si chiarisce che non si tratta di un’iniziativa personale, ma di un incarico che è stato affidato: guai a me se non annuncio il Vangelo ( 1Cor9,16), il destino di Paolo è il Vangelo, che lo spinge per guadagnare ogni categoria di persone. Nel suo messaggio il Papa intende sottolineare la responsabilità dell’annuncio, che oggi ha possibilità nuove, immense, offerte proprio dal mondo digitale.

Si tratta di vivere in tale mondo non in modo impersonale, ma chiamando in causa  la persona umana e la sua libertà, utilizzando le vie di comunicazione aperte dalle conquiste tecniche, misurandosi con tutti i linguaggi, anche quelli dell’ultima generazione. L’uso di nuovi strumenti non sarà, o non dovrà essere, un semplice adeguamento storico alle mutate condizioni della tecnica, o il desiderio di maggior incisività, bensì un luogo teologico proprio di annunzio, di esperienza di fede e di vita.

La presenza dei sacerdoti sul web non può semplicemente ridursi ad un’occupazione di spazio, ma deve garantire la qualità del contatto umano e l’attenzione alle persone e ai loro veri bisogni spirituali.  Sorge allora l’urgenza di una pastorale impastata di spiritualità globale, che nel vibrare con gli eventi storici, attinge alla Parola, vive dell’Eucaristia, perché, come scrive Benedetto XVI, la fecondità del ministero sacerdotale deriva innanzitutto dal Cristo incontrato e ascoltato nella preghiera. L’evangelizzatore, il catechista, il missionario, in questo pullulare di aperture tecniche può avvertire inadeguatezza, a volte diffidenza o disposizioni pregiudiziali e conseguentemente tirarsi indietro. Ecco perché è importante che negli anni formativi, in special modo dei sacerdoti, la prospettiva di un impegno pastorale anche in questo ambito trovi preparato il candidato, come già nel 1971 nell’istruzione pastorale Communio et Progressio si leggeva:

«Per non restare estranei alla realtà della vita e non arrivare impreparati ai loro compiti di apostolato, i futuri sacerdoti, i religiosi e le religiose, nei seminari e nelle case di formazione apprendano come questi mezzi influiscano nella società umana, e anche la tecnica di usarli; e questo apprendimento sia considerato parte integrante della loro formazione» ( cfr. n. 111 e n.22).

Ai presbiteri, ma ciò vale anche per tanti altri cattolici impegnati nel mondo delle comunicazioni sociali, aggiunge il Papa, è richiesta la capacità di essere presenti nel mondo digitale nella costante fedeltà al messaggio evangelico, per esercitare il proprio ruolo di animatori di comunità che si esprimono ormai, sempre più spesso, attraverso le tante voci scaturite dal mondo digitale, ed annunciare il Vangelo avvalendosi, accanto agli strumenti tradizionali, dell’apporto di quella nuova generazione di audiovisivi. Tutti i linguaggi dell’era crossmediale interpellano la testimonianza del credente a farsi capace di dialogo non dal di fuori, ma dall’interno di questa nuova cultura digitale, che ridefinisce stili di vita, approcci conoscitivi e le stesse dinamiche relazionali, grazie alle nuove strade della comunicazione.

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Per un possibile approfondimento del tema indichiamo un testo di recente pubblicato per le Edizioni Paoline dal gesuita Antonio Spadaro, Web2.0 Reti di relazione, in cui l’autore offre un’analisi dei singoli fenomeni comunicativi, ne definisce la tipologia, la storia e lo sviluppo. Ne sottolinea le opportunità, che interpellano educatori, insegnanti e pastori, senza tuttavia tacere i limiti e i rischi.

Inoltre segnaliamo il portale del convegno Testimoni Digitali - Volti e linguaggi nell’era crossmediale  tenutosi a Roma il 22-24 aprile scorso, dove trovare i testi e video dei vari interessanti contributi dei qualificati relatori, esperti e giornalisti.

Porte / Beatitudini 1

Pubblicato il 10 maggio 2010 da redazione nella sezione Liturgia

Alla vigilia dell’Ordinazione dei preti novelli, vi offriamo – in due puntate – due percorsi da loro eseguiti alcuni anni fa e dedicati alla rilettura delle Beatitudini. Quando la fotografia si mette a servizio della Parola di Dio…
Vuole essere anche questo il modo di prepararci alla loro Ordinazione, il prossimo 22 maggio, e di pregare per tutti loro.

1. Don Francesco Airoldi

 

1 - titolo

Porte: aperte…
Una nell’altra, una prospettiva
all’infinito.

Entra;
non c’è fretta…

Percorrile, una dopo l’altra
fino in fondo,
fino al centro,
fino al cuore…

 

2 - beati i poveri in spiritoBeati i poveri in spirito

Nel bosco, la semplicità di una porta –
quasi di fiaba –
che richiama la povertà di spirito di un bambino e del suo mondo di favole.

Semplicità, tranquillità, fiducia, essenzialità,
silenzio, freschezza: povertà.


3 - beati gli afflittiBeati gli afflitti

Scrostata, inutilizzata, piagata, colpita, sofferente: afflitta.

Guardata dall’alto al basso la sua umiliazione aumenta:
chiusa e arrugginita,
la sua serratura la chiude e la isola.


4 - beati i mitiBeati i miti

Il sole caldo: lo stipite bianco, la luce che vi si riflette

Una porta che promette freschezza:
riparo dal sole e dal caldo.

E un invito: un vaso di gerani rossi che parla di accoglienza e di mitezza.


5 - beati quelli che hanno fame e sete della giustiziaBeati quelli che hanno fame e sete della giustizia

Un muro rovinato e spesso chiude l’orizzonte: dov’è la libertà?

Un cancello: sbarre, chiusura, prigione.

Una croce: forse una speranza. Oltre le sbarre un arcobaleno…

Promessa di giustizia, di acqua che plachi la sete. Ma non si vede altro che il male salato…


6 - beati i misericordiosiBeati i misericordiosi

Un negozio di frutta e verdura. E’ povero… c’è poco da scegliere…

Una porta aperta, cibo da poter prendere.

Povertà, ma anche semplicità, apertura.

Condivisione del poco che si ha: siamo tutti del resto poveri. Misericordia.


7 - beati i puri di cuoreBeati i puri di cuore

Purezza. Linearità. Semplicità. Poche linee, ma tutto ben chiaro.

Nessun equivoco, nessuna doppiezza.

L’autenticità della purezza: essere uomini e donne tutti d’un pezzo.



8 - beati gli operatori di paceBeati gli operatori di pace

Scuro, grigio.

Nero, degrado.

Una porta sconquassata da fori di proiettile.

A terra calcinacci; in alto una rete metallica.

Una speranza: una pianticella verde, quasi germoglio.

Una promessa di vita e di pace.


9 - beati i perseguitati per causa della giustiziaBeati i perseguitati per causa della giustizia

Spazzatura, immondizia. Retroscena di alcool, tossicodipendenza, piccola criminalità.

Degrado suburbano, regno della povertà…
La passiva feroce persecuzione di una povertà sempre più oppressa,
di una vita senza possibilità

Dove sei giustizia? Vicini, i ricchi grattacieli dormono.

E si rispecchiano negli occhi sgranati dell’immagine di un uomo che non sa più neppure dipingere se stesso…