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Famiglia, lavoro e festa

Pubblicato il 10 settembre 2011 da redazione nella sezione Biblioteca, Formazione

-1La famiglia, il lavoro e la festa: questo il tema del nuovo Programma pastorale che sarà presentato mercoledì prossimo all’Assemblea del Clero e venerdì all’Assemblea diocesana; questo il titolo del nuovo Sussidio biblico-catechistico che accompagnerà la pastorale delle nostre comunità in vista del VII Incontro mondiale delle famiglie che si terrà a Milano dal 30 maggio al 3 giugno.

Famiglia, lavoro, festa. Sono le tre parole del tema per il VII Incontro mondiale delle Famiglie. Formano un trinomio che parte dalla famiglia per aprirla al mondo: il lavoro e la festa sono modi con cui la famiglia abita lo «spazio» sociale e vive il «tem­po» umano. Il tema mette in rapporto la coppia di uomo e donna con i suoi stili di vita: il modo di vivere le relazioni (la famiglia), di abitare il mondo (lavoro) e di umanizzare il tempo (festa).

Le catechesi sono articolate in tre gruppi, riguardanti in sequenza la famiglia, il lavoro e la festa e introdotte da una catechesi sullo stile della vita familiare. Esse vogliono illuminare l’intreccio tra l’esperienza della famiglia e la vita quotidiana nella società e nel mondo.

Indice delle catechesi:

1. Il segreto di Nazareth

2. La famiglia genera la vita
3. La famiglia vive la prova
4 .La famiglia anima la società

5. Il lavoro e la festa nella famiglia
6. Il lavoro risorsa per la famiglia
7. Il lavoro sfida per la famiglia

8. La festa tempo per la famiglia
9. La festa tempo per il Signore
10. La festa tempo per la comunità

L’itineraio di quest’anno è stato preparato a livello nazionale dal Pontificio Consiglio per la Famiglia e dall’Arcidiocesi di Milano ed è stato affidato dal Papa a tutte le Diocesi italiane. Il volume è pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana ed è già da alcune settimane in vendita nelle librerie.

Questa la Lettera con la quale Benedetto XVI ha aperto i lavori di preparazione dell’Incontro:

LOGO IMF definitivoA conclusione del VI Incontro Mondiale delle Famiglie, svoltosi a Città del Messico nel gennaio 2009, annunciai che il successivo appuntamento delle famiglie cattoliche del mondo intero con il Successore di Pietro avrebbe avuto luogo a Milano, nel 2012, sul tema “La Famiglia: il lavoro e la festa”.

Desiderando ora avviare la preparazione di tale importante evento, sono lieto di precisare che esso, a Dio piacendo, si svolgerà dal 30 maggio al 3 giugno, e fornire al tempo stesso qualche indicazione più dettagliata riguardo alla tematica e alle modalità di attuazione.

Il lavoro e la festa sono intimamente collegati con la vita delle famiglie: ne condizionano le scelte, influenzano le relazioni tra i coniugi e tra i genitori e i figli, incidono sul rapporto della famiglia con la società e con la Chiesa. La Sacra Scrittura (cfr Gen 1-2) ci dice che famiglia, lavoro e giorno festivo sono doni e benedizioni di Dio per aiutarci a vivere un’esistenza pienamente umana.

L’esperienza quotidiana attesta che lo sviluppo autentico della persona comprende sia la dimensione individuale, familiare e comunitaria, sia le attività e le relazioni funzionali, come pure l’apertura alla speranza e al Bene senza limiti.

Ai nostri giorni, purtroppo, l’organizzazione del lavoro, pensata e attuata in funzione della concorrenza di mercato e del massimo profitto, e la concezione della festa come occasione di evasione e di consumo, contribuiscono a disgregare la famiglia e la comunità e a diffondere uno stile di vita individualistico.

Occorre perciò promuovere una riflessione e un impegno rivolti a conciliare le esigenze e i tempi del lavoro con quelli della famiglia e a ricuperare il senso vero della festa, specialmente della domenica, pasqua settimanale, giorno del Signore e giorno dell’uomo, giorno della famiglia, della comunità e della solidarietà.

Il prossimo Incontro Mondiale delle Famiglie costituisce un’occasione privilegiata per ripensare il lavoro e la festa nella prospettiva di una famiglia unita e aperta alla vita, ben inserita nella società e nella Chiesa, attenta alla qualità delle relazioni oltre che all’economia dello stesso nucleo familiare.

L’evento, per riuscire davvero fruttuoso, non dovrebbe però rimanere isolato, ma collocarsi entro un adeguato percorso di preparazione ecclesiale e culturale.

Auspico pertanto che già nel corso dell’anno 2011, XXX anniversario dell’Esortazione apostolica Familiaris consortio, “magna charta” della pastorale familiare, possa essere intrapreso un valido itinerario con iniziative a livello parrocchiale, diocesano e nazionale, mirate a mettere in luce esperienze di lavoro e di festa nei loro aspetti più veri e positivi, con particolare riguardo all’incidenza sul vissuto concreto delle famiglie.

Famiglie cristiane e comunità ecclesiali di tutto il mondo si sentano perciò interpellate e coinvolte e si pongano sollecitamente in cammino verso “Milano 2012″. Il VII Incontro Mondiale avrà, come i precedenti, una durata di cinque giorni e culminerà il sabato sera con la “Festa delle Testimonianze” e domenica mattina con la Messa solenne.

Queste due celebrazioni, da me presiedute, ci vedranno tutti riuniti come “famiglia di famiglie”. Lo svolgimento complessivo dell’evento sarà curato in modo da armonizzare compiutamente le varie dimensioni: preghiera comunitaria, riflessione teologica e pastorale, momenti di fraternità e di scambio fra le famiglie ospiti con quelle del territorio, risonanza mediatica.

Il Signore ricompensi fin d’ora, con abbondanti favori celesti, l’Arcidiocesi ambrosiana per la generosa disponibilità e l’impegno organizzativo messo al servizio della Chiesa Universale e delle famiglie appartenenti a tante nazioni.

Mentre invoco l’intercessione della santa Famiglia di Nazaret, dedita al lavoro quotidiano e assidua alle celebrazioni festive del suo popolo, imparto di cuore a Lei, venerato Fratello, ed ai Collaboratori la Benedizione Apostolica, che, con speciale affetto, estendo volentieri a tutte le famiglie impegnate nella preparazione del grande Incontro di Milano.

Da Castel Gandolfo, 23 agosto 2010

La parola senza la quale nulla esiste

Pubblicato il 24 agosto 2011 da redazione nella sezione Biblioteca

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Un giorno un uccello bianco scese giù dal cielo. Leggero, si posò sopra un grande libro aperto che uno sconosciuto aveva dimenticato sulla spiaggia, un bel libro enorme, fragile, solitario. Il vento, piano piano ne agitava le pagine, un vento dolce, spensierato, che veniva dal mare. E l’uccello piluccò delle parole dai fogli di carta. Inghiottì giustizia, parola, libertà; gustò ascolto, dignità, tolleranza; si deliziò con pace, tenerezza, differenza; si saziò di gioia, compassione, amicizia. Avendo recuperato le forze ed avendo placato la sua fame, riprese il volo verso cieli più lontani. Dopo giorni e notti di viaggio estenuante, si posò infine sotto un sole torrido, in un vasto deserto dalle cento aride dune, dove il vento scatenato, infuocato urlava di rabbia, senza barriere, senza meta, venendo dal nulla, carico di amari veleni e di sabbie sparse. Attraverso il suo sguardo acuto, all’orizzonte sfocato dalla sabbia in movimento, vide ben presto apparire un miraggio fra il cielo limpido, azzurro, senza una nuvola e le pieghe appena accennate del suoloincandescente. 2
Dalla terra rossa e oro, apparve una città, rintanata in palazzi dalle buie finestre e in segreti giardini invasi dal verde. Gente silenziosa circolava per le strade portando sacchi di frutta, pile di dolci, montagne di pane, pesanti giare piene d’acqua, che non avrebbero calmato né la loro pena, né la loro fame, ma i muti richiami dei loro grandi occhi spenti. Sui marciapiedi, bambini sfiniti dormivano tra le braccia imponenti di madri scarne, mentre principi, coricati su sete preziose, ridendo fragorosamente gettavano i loro avanzi ai cani. L’uccello aprì il becco e seminò qualche parola sul suolo screpolato delle aride viuzze. Seminò libertà, giustizia, dignità, parola e si lanciò con un gran battito d’ali verso altre vite, errando su nuovi lidi. Dopo giorni e notti di viaggio, si posò infine sul tetto di una città dove, fra grattacieli di vetro, cemento e acciaio, si accalcavano senza tregua uomini affaccendati. Li vide avanzare con indifferenza su binari, marciapiedi, scale mobili, in una imperturbabile danza, dai ritmi implacabili, dai sordi scalpiccii… Vide grigi quartieri dai fitti palazzi, dove abitavano a migliaia uomini disillusi. 3

Le loro teste traboccanti di preoccupazioni, di sconforto, si chinavano verso terra, appesantite dalla tristezza. I loro visi di cera, di metallo o di ebano, esprimevano solitudine, fatica, dolore. L’uccello aprì il becco e seminò qualche parola nella città senza cuore dalle molteplici sbarre. Là, sui grigi selciati, cresceva soltanto violenza, competizione, rivalità, diffidenza. Seminò tolleranza, seminò differenze e seminò tenerezza, ascolto, nel silenzio. Poi, con un gran battito d’ali, riprese il volo verso altre vite, errando su nuovi lidi. Giunse sopra un paese devastato da una guerra assurda, così lunga, così crudele. che non si sapeva nemmeno più chi l’aveva cominciata.
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Aprendo il becco ancora, per l’ultima volta, seminò compassione, pace, amicizia e gioia. Poi si allontanò, con un battito d’ali, per volare via, più in alto e più lontano nel cielo. Sfinito, ritornò lentamente sulla spiaggia dove le pagine del grande libro ancora si agitavano. E in quel momento, si rese conto che aveva dimenticato di piluccare una parola senza la quale nulla esiste, nulla può cominciare a sbocciare, nè a crescere. La prese nel becco e, come un’artista che lancia al vento una poesia, un accordo di chitarra o un raggio di luce, la gettò in aria, allegramente, con vigore…

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E la parola si avvolse tutt’attorno alla terra… Era la parola amore, senza la quale l’esistenza non é che una prigione o un lungo peregrinare. Poi l’uccello ripartì per il luogo da dove era venuto. Appena prese il volo, sparì. Sulla spiaggia rimase soltanto un libro bianco, aperto, sul quale dei bambini venivano a volte, la sera, a reinventare delle parole: felicità, allegria, speranza, innocenza, danza, risa, viaggi… Il vento piano piano, ne agitava le pagine, un vento dolce, spensierato che veniva dal mare.

Claude Clement

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PONYO sulla scogliera

Pubblicato il 10 agosto 2011 da redazione nella sezione Biblioteca

ponyoUna storiablu

C’era un tempo in cui il Mare abbracciava la Terra e l’acqua accarezzava i monti, giocava con i rami degli alberi e i pesci si rincorrevano nei prati, ridendo assieme ai bambini.

Il Mare non si arrabbiava mai con la Terra e se, qualche volta, capitava che i venti capricciosi arruffassero le onde, era solo per giocare a nascondino con gli scogli, solleticare i campi e le strade, per colorare di blu i tetti delle case.

Poi venne il tempo in cui ci fu uno squarcio nel mondo, e il Mare non abbracciò più la Terra, non accarezzò più i monti, né giocò più con gli alberi. I pesci non scherzarono più con i bambini nei prati. Le onde si abbatterono furiose sulle spiagge, travolsero case e villaggi, inghiottirono le navi, i rami si schiantarono, sotto gli schiaffi dell’acqua. E le creature del mare non poterono più affacciarsi sulla terra. Erano tenute prigioniere da uno stregone che pensava che gli uomini fossero creature malvage, era loro la colpa se il mare non abbracciava più la terra.

Ma c’era una pesciolina rossa ghiotta di prosciutto, che si chiamava Brunilde. Era curiosa di vedere cosa ci fosse oltre la superficie blu da dove entrava il sole. Allora decise di salire fin lassù e qui conobbe un bambino Sosuke che la chiamò con un nuovo nome, Ponyo, perché era morbida e spugnosa. Questa è la storia della loro amicizia e di come alla fine il Mare e la Terra tornarono ad abbracciarsi.

Quando lo squarcio del mondo fu riparato.

Ponyo vuole diventare un essere umano”

(Ponyo)

Echi dalla Bibbia

Per citarne solo alcuni:

il primo richiamo biblico, sia nella Sirenetta che in Ponyo, è, bellissimo, l’ Incarnazione con riferimento a Filippesi 2 (da adattare ai bambini).

Più semplice Gv 15, 13 sul dare la vita per gli amici.

Sottolineando il modo in cui Risa, la mamma di Sosuke, tratta il figlio (dandogli piena fiducia, nonostante sia piccolo, sarà poi il bambino a confortare la mamma nel momento della difficoltà), si potrebbe pensare alla fiducia che Dio ripone nell’uomo (Annunciazione,  o il compito affidato a Pietro, o alla missione dei profeti (Giona, Elia, Isaia..), qui ogni catechista può scegliere il personaggio più adatto al gruppo che ha e in base al proprio percorso.

A partire dalla sfiducia del padre di Ponyo verso il genere umano, opposta alla fiducia di Ponyo si può leggere il Salmo 8 ( Che cos’è mai l’uomo perchè di lui ti ricordi…), l’uomo vivente è la gloria di Dio (Sant’Ireneo).

Poi ci sarebbe il tema della vecchiaia (le nonnine dell’ospizio dove lavora Risa) che dà ancora frutto – Salmo 92 ( Nella vecchiaia daranno ancora frutti, saranno verdi e rigogliosi …) e quello de mare, centrale nel film, nella sua ambivalenza simbolica.
Il mare in tempesta che si placa nel momento dell’abbraccio tra Ponyo e Sosuke, con un arcobaleno (qui il riferimento è al Diluvio e alla pace tra Dio e gli uomini).


Altri spunti di riflessione e percorsi didattici, clicca su SCHEDA

Onda su ondadalla Sirenetta di Andersen

La parola alla REGIA … Hayao Miyazaki

piccoli critici in erba … Leggi il commento dei bambini

Le frasi

  • Il pregiudizio: Le persone non si giudicano dall’apparenza (Risa); Se un pesce rosso arriva sulla spiaggia, arriva lo tsunami (la vecchietta )
  • La cura dell’altro: Ci penserò io a proteggerti (Sosuke a Ponyo)
  • La sofferenza del mare: Che sporcizia, che sozzura!… Gli esseri umani non fanno altro che depredare la vita del mare (Fujimoto)


CanzoncinaCanzoncina di Ponyo di Ponyo

Regia: Hayao Miyazaki

Soggetto,  sceneggiatura e montaggio:  Hayao Miyazaki

Responsabile dell’animazione:  Katsuya Kondô

Musiche: Joe Hisaishi

Giappone, 2008, 100’ circa, col

Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2009

Curiosità: il vero nome di Ponyo è Brunilde, regina islandese di cui si innamora Gunther, re dei Burgundi. Egli, per conquistare la regina, chiede aiuto a Sigfrido (poema del Nibelunghi).Il regista si è ispirato alla Sirenetta di Andersen.

Personaggi: Ponyo, Sosuke, Fujimoto (il padre di Ponyo), Risa (la madre di Sosuke), Koichi (il padre di Ponyo), Gran Mammare (la madre di Ponyo), le sorelline di Ponyo.