
Da sempre gli uomini sapevano che il parlare degli angeli è diverso da quello degli uomini.
Così questo canto degli angeli è stato percepito fin dall’inizio come musica proveniente da Dio,
anzi, come invito ad unirsi nel canto, nella gioia del cuore per l’essere amati da Dio.
Cantare amantis est, dice sant’Agostino:
cantare è cosa di chi ama.
Così, lungo i secoli, il canto degli angeli è diventato sempre nuovamente un canto di amore e di gioia,
un canto di coloro che amano.
In quest’ora noi ci associamo pieni di gratitudine a questo cantare di tutti i secoli,
che unisce cielo e terra, angeli e uomini.
Sì, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa.
Ti ringraziamo per il tuo amore.
Fa che diventiamo sempre di più persone che amano insieme con te
e quindi persone di pace.Benedetto XVI, Omelia della notte di Natale







