Archivio di luglio 2010

Dove va la catechesi in Italia/2

Pubblicato il 22 luglio 2010 da redazione nella sezione Formazione

Dopo aver sentito il parere di alcuni Responsabili diocesani, abbiamo chiesto a don Guido Benzi, Direttore dell’Ufficio Catechistico Nazionale, su quali strade si sta incamminando la catechesi e tutta la Chiesa italiana all’inizio di questo decennio dedicato alla grande prospettiva educativa. Ecco la sua risposta…

Lodate Dio con arte

Pubblicato il 16 luglio 2010 da redazione nella sezione Biblioteca

Lodate Dio con arte«Vi è una misteriosa e profonda parentela tra musica e speranza, tra canto e vita eterna: non per nulla la tradizione cristiana raffigura gli spiriti beati nell’atto di cantare in coro, rapiti ed estasiati dalla bellezza di Dio. Ma l’autentica arte, come la preghiera, non ci estranea dalla realtà di ogni giorno, bensì ad essa ci rimanda per “irrigarla” e farla germogliare, perché rechi frutti di bene e di pace».

Esce a cura di Carlo Carniato, per i tipi di Marcianum Press (l’editrice dello Studio Teologico Marcianum del Patriarcato di Venezia) e con introduzione di Riccardo Muti (leggi qui anche la sua Introduzione), questa raccolta completa degli scritti di Joseph Ratzinger /Benedetto XVI sul canto e la musica. Si tratta di saggi, conferenze, omelie, saluti o discorsi nei quali, dal 1974 ad oggi, l’Autore parla di tale argomento. E’ quindi il manuale del Ratzinger-pensiero sulla musica ed in particolare sulla musica al servizio della liturgia, quella musica sacra che è “linfa vitale della liturgia”.

Alcuni di questi testi erano già disponibili in traduzione italiana in edizioni diverse. L’averli radunati in un’unica pubblicazione con l’aggiunta di tutti gli altri scritti, anche quelli minori e i più recenti, è stata impresa intelligente e felice; direi necessaria, visto lo stato della questione e la pochezza, più qualitativa che quantitativa, della letteratura riguardante tale tematica.

Essendo una raccolta di scritti di vario genere e non un unico saggio, la disorganicità strutturale viene brillantemente superata attraverso una coerente distribuzione del materiale per ambiti e per cronologia. Il volume infatti è diviso in quattro parti. La prima intitolata Musica sacra, Bibbia e Concilio costituisce il nucleo più importante: qui sono condensati i saggi fondamentali sull’argomento. La seconda parte è dedicata alla Musica liturgica, con approfondimenti anche pratici riguardanti la musica all’interno della prassi liturgica. La terza parte è intitolata Spiritualità della musica: in essa  il filo conduttore è la capacità della musica di agire sullo spirito umano e di aprirlo ad alte ed altre prospettive. La quarta parte è intitolata Musica sacra e profana e raccoglie brevi e sapide pagine di discorsi contenenti le impressioni ricevute in occasioni di concerti ed eventi.

Basilari le pagine contenute nella prima parte: i tre saggi Sul fondamento teologico della musica sacra, La trasposizione artistica della fede. Problemi teologici di musica sacra e “Cantate a Dio con arte” Direttive bibliche per la musica sacra” , divengono la chiave interpretativa di quanto poi segue. Pagine non sempre facili ma comprensibilissime, nelle quali il teologo parte sempre dalla lucida constatazione dello stato di crisi della musica e della liturgia (che è innanzitutto dovuta alla crisi di fede), mette in evidenza le erronee impostazioni di fondo (funzionalismo ed estetismo) e propone soluzioni al superamento della crisi.

Nella seconda parte troviamo altri tre saggi dedicati alla musica liturgica: L’immagine liturgica del mondo e dell’uomo e la sua espressione nella musica sacra, con una interessantissima disamina teologica  ( e conseguente demolizione) della voce “canto e musica”  del Dizionario di liturgia delle Edizioni Paoline; “Di fronte agli angeli voglio cantarti” Tradizione di Ratisbona e riforma liturgica nel quale, a partire dall’esperienza del coro della cattedrale ratisbonense, mette in luce alcune luci ed ombre della applicazione pratica della riforma liturgica; infine Musica e liturgia, nel quale vengono riassunti i fondamenti intrinseci della musica sacra cristiana inerenti all’azione del Logos e dello Spirito nella liturgia.

La terza e quarta parta sono caratterizzate da pagine più brevi, dove la profondità del teologo lascia il posto alla confidenza intima dell’uomo, dell’ascoltatore e dell’esecutore di musica quale Benedetto XVI è. Ci viene rivelato così lo stupore che, ancora bambino, lo colse nell’ascolto di una Messa di Mozart e che gli rivelò la bellezza della liturgia cattolica, bellezza di cui si innamorò e del cui innamoramento vuole renderci tutti partecipi, attraverso lo scoprimento del vero volto della liturgia e del vero suo spirito. Senza stupore, infatti, non c’è apertura al Mistero e la liturgia fallisce il suo scopo.

Un libro da leggere, da studiare, da meditare e da mettere in pratica.

don Gilberto Sessantini
Resp. Diocesano Ufficio Musica Sacra

copj13Joseph Ratzinger – Benedetto XVI,
Lodate Dio con arte
,
Marcianum Press,
Venezia 2010,
pp. 268.

La Saggezza delle Fiabe

Pubblicato il 11 luglio 2010 da redazione nella sezione Pagine

Uno degli strumenti utilizzati per il Corso metodologico di Siusi è stato il libro di Massimo Diana  “ La saggezza delle fiabe ” pubblicato di recente per le Edizioni Paoline.

Perché un libro sulle fiabe da proporre come valido strumento nella catechesi?

Perché le fiabe ci mettono in contatto con l’altra parte di noi, quella che tendiamo a non ascoltare e che dalle profondità del nostro essere ci invita a non disperare quando siamo in difficoltà, a non disprezzare troppo in fretta il nostro destino: può darsi che, come è capitato al figlio del mugnaio  ne Il gatto con gli stivali, da quel poco che ci viene dato otterremo non solo il necessario per sopravvivere, ma addirittura lo straordinario per una vita assolutamente impensabile.

La fiaba può divenire via per smascherare le nostre inquietudini  e i desideri più profondi, può rivelarci atteggiamenti e disposizioni verso la vita e i suoi accadimenti che abitano il nostro inconscio, può insomma rivelarsi una buona via da seguire con i  ragazzi, e non solo, per farli accedere a quelle realtà che altrimenti fanno fatica a comprendere a partire da una maggiore comprensione di se stessi.

Per meglio presentare il volume in questione proponiamo in più aggiornamenti alcuni stralci del commento che Diana fa su una fiaba dei fratelli Grimm non troppo visitata:

Musicanti 1 - Zwerger

 I Musicanti di Brema 

Questa nota fiaba dei fratelli Grimm contiene – come peraltro questo tipo di racconti in generale – elementi molto preziosi per la vita di ciascuno di noi. A tutti noi sarà infatti capitato di provare, in alcuni particolari momenti della vita, quella sorta di stanchezza che rende vecchi, quel senso di inutilità che rende disperati, come se ci trovassimo in una situazione senza più vie di uscita.

In tali situazioni della vita, così buie e disperate, qualsiasi progetto o idea ci possa venire in mente per cercare di uscirne fuori ci apparirà immediatamente come una utopia, una speranza impossibile, una assurdità. E accade un pò come per lo «strampalato progetto» della strana brigata di animali, ormai vecchi e inutilizzabili, di andare a Brema a suonare nella banda municipale.

Ma che idea balzana! Che mai se ne potrà fare la banda municipale di Brema di un vecchio asino, di un cane acciaccato, di un gatto malandato e di un gallo dalla voce stridula?! In effetti, è così che possono apparirci i nostri progetti quando siamo di umore nero e stiamo per cedere alla disperazione.

Tuttavia, la fiaba invita a non rinunciare ai nostri sogni, soprattutto in quei momenti grigi e bui, in cui possono sembrarci del tutto utopici e assurdi; e questo anche se noi che li facciamo possiamo vederci e sentirci esattamente come un «asino» vecchio e malandato e ripeterci: che mai potrà venire di buono da un asino?!

Può essere dunque capitato a tutti di essersi sentiti o di sentirsi ancora posti di fronte alla difficile e radicale scelta di decidere se continuare a lamentarsi, fino a cedere al nero cinismo della disperazione, oppure ricominciare a sperare, « a voce bassa e vergognosamente », come scriveva Péguy: In questi momenti, così neri e difficili, continuare a credere in un sogno, per quanto utopico e strampalato possa sembrarci e per quanto inadeguati possiamo noi stessi sembrare ai nostri occhi, è tremendamente difficile; mentre abbandonarsi alla disperazione è molto più facile, ma questa, sempre per usare le parole di Péguy, è «la grande tentazione».

La fiaba mostra come ciò che è essenziale sia l’intento, cioè quella fiducia che mette in cammino e impedisce di adagiarsi nello status quo. La meta finale poi, questo dice la fiaba, potrà anche essere tutta un’altra cosa rispetto all’idea iniziale, ai progetti di partenza, ma proprio questo è meraviglioso: in fondo, a ben guardare, ai quattro musicanti sognatori è stata risparmiata la delusione di vedersi rifiutati dalla banda municipale di Brema.

Essi hanno trovato, inaspettatamente e ben al di là dei loro progetti, una soluzione ai loro problemi ancora migliore rispetto al sogno iniziale: nella casa nel bosco, infatti, essi « ci stavano così bene che non vollero più uscirne ». E, notiamo, non solo trovano per se stessi un luogo dove vivere felici e in pace gli ultimi anni della loro vita, ma contribuiscono anche a liberare il bosco intero dalla minaccia dei briganti. Chi trova la propria strada e il proprio posto nel mondo, dice la fiaba, contribuisce, quasi automaticamente e al di là delle sue stesse intenzioni, a migliorare le condizioni di vita anche di chi gli sta intorno. Si diviene, senza neppure volerlo, strumento di pacificazione e di liberazione tutt’ intorno. Il mistico orientale Serafino di Sarov scriveva: « Cerca la pace e perseguila, e mille attorno a te troveranno salvezza ».

Questa fiaba illustra la profonda verità contenuta in queste parole: abbi il coraggio di non abbandonare i tuoi sogni di pace e di felicità, nonostante tutto, nonostante le tue condizioni disperate e senza apparenti vie di uscita! Sarà la vita stessa a venirti incontro, sorprendendoti con impensabili soluzioni, e rendendoti strumento di un’ armonia e di una gioia che supererà di gran lunga le tue stesse aspettative e andrà ben oltre la tua stessa persona! Affidati al tuo sogno, anche se assurdo! Non lasciarti andare alla disperazione, anche se sembra la cosa più ovvia! Non abbandonare l’intento! Qualcosa che non immagini, e non puoi immaginare all’inizio, comunque accadrà. E ti sorprenderà.

musicanti 2 - Zwerger