Si è concluso ieri pomeriggio a Bologna il 44° Convegno dei Direttori degli Uffici Catechistici italiani incentrato sul tema: “La questione educativa nell’iniziazione cristiana per le nuove generazioni”. Quattro giorni dedicati a relazioni, dibattiti, confronti sulle priorità e le urgenze che la catechesi italiana sta vivendo all’inizio di questo decennio rivolto all’educazione. E’ stata l’occasione ancora una volta per scoprire nelle varie diocesi una comune ricerca, delle linee progettuali rispondenti alle variegate problematiche della attuale trasmissione della fede cristiana.
Abbiamo chiesto ad alcuni Direttori di Uffici Catechistici quali sono le principali scelte pastorali che stanno attuando nelle loro Diocesi. Intervengono nel video don Gianfranco Calabrese (Genova), don Salvatore Soreca (Benevento), don Ivano Valagussa (Milano), don Paolo Pala (Tempio Ampurias), don Marino Rossi (Pordenone).

Anche per me, come per Lorella, l’unione con Gesù è fondamentale. E’ bello fare memoria ogni giorno dell’infinito amore che Gesù nutre per tutte le le sue creature, e sarebbe bello poter rispondere ogni giorno al suo amore anche con poco, a volte con tutta te stessa e a volte con niente tra le mani perchè il Suo Amore è sempre più grande, ci supera sempre.
Buona estate a Don Pietro e a tutti i catechisti !
Cristina
Grazie mille Lorella…
Nel video si parla dell’indispensabile spiritualità del catechista;secondo voi per “coltivarla” è utile avere una persona, che conosce bene il cuore degli uomini e il Cuore di Dio, che ci accompagni o è
sufficiente il dialogo, preghiera quotidiano con il Signore ?
Grazie.
Indispensabile, secondo me, è l’unione con Gesù.
La Preghiera, soprattutto pregare per i ragazzi e le loro famiglie…
Chiedere per noi stessi il Dono dello Spirito Santo, che ci sostenga in questa nostra fatica, chiedere il Dono della Sapienza, dell’umiltà, della pazienza…
Leggere molto la Parola di Dio e meditarla, studiare e confrontarsi, curare la formazione personale, non dare niente per scontato…,
sapersi stupire e meravigliare leggendo l’agire di Dio nella storia delle persone,
anche in quella dei nostri ragazzi.
Non perdere mai la speranza che lo Spirito Santo agisce, prima e meglio di noi, anche nel cuore dei nostri ragazzi.
…e provare a soffrire un po’ per loro, qualche piccola rinuncia, offrire qualcosa che ci costa per quel ragazzo che ci fa un po’ “disperare”…
Provare a vivere una vita “santa” non perchè siamo bravi noi, ma perchè desideriamo stare con il Signore, mettere i passi nelle Sue impronte, perchè Egli è la Via…
Se poi troviamo qualcuno che, prima e meglio di noi, ha messo i propri piedi sulle orme di Gesù, ci possiamo accodare e sentirci meno soli, fare una “cordata”…
Ma attenzione a non attaccarsi troppo alle singole persone, anche al prete più “bravo” del mondo.
Se ci affezioniamo troppo alle singole persone, corriamo il rischio di perdere di vista la meta.
Quando Filippo ebbe battezzato l’eunuco etiope, si ritrovò ad Azoto e non lo vide più…
Il cuore deve essere libero per Gesù. E’ Gesù il Salvatore!
E se non trovo nessuno che mi possa accompagnare…,
questo mi basta: “ti basta la mia Grazia”…
Ma sappiamo che nella Chiesa non siamo mai soli, vero?
ciao carissima!