Ogni anno la Chiesa ci invita a dedicare una giornata per il ricordo, la riflessione, la preghiera, la celebrazione di un bene tanto prezioso quanto gratuito che riceviamo: la vita!
Dal Vangelo ci viene l’insegnamento e la forza per trasformare la cultura di morte, che così spesso serpeggia a dispetto della preoccupazione quasi ossessiva della qualità della vita, con una cultura per la vita, quella vera, piena, eterna.
Come cristiani crediamo che Cristo Gesù è venuto in mezzo a noi perché abbiamo la vita e la abbiamo in abbondanza (Gv10,10) ed offre a tutti coloro che lo cercano con cuore sincero la risposta agli interrogativi più radicali sul senso e sul valore della vita. La bellezza della vita umana risplende nell’esperienza dell’amore. Amare l’uomo, soprattutto il più piccolo e il più povero, significa incontrare il Signore, amare Lui e scoprire che la vita con Lui acquista tutto il suo valore. Negare il diritto di nascere o dare la morte per sfuggire alla sofferenza o a gravi responsabilità, come pure il disimpegno di fronte a tutte le fatiche del vivere dei fratelli più bisognosi, gli ammalati, i disabili, gli emarginati, è un non-amore; è peccato e profonda ingiustizia nei confronti dell’umanità.
Per sostare un momento a riflettere su questo bene così grande, e per aiutare a porci della domande sul nostro rapporto con esso, magari insieme ai ragazzi o agli adolescenti delle nostre comunità, proponiamo un libro illustrato edito qualche anno fa, duro, vero, provocatorio, sferzatamente ironico, ostinatamente fiducioso … un capolavoro imperdibile:
Mamma,
ecco qui la mia vita in trentatrè date che scoccano,
crocchiano, suonano e cigolano come altrettante vertebre senza le quali non sarei che una testa.Un pugno in un cielo di tempesta in un mondo di bruti.
Così apre la lettera indirizzata alla madre Gesù Betz, l’Uomo-Tronco, giunto ad una tappa importante della sua vita in cui può gridare a colei che lo ha messo alla luce per poi abbandonarlo: oggi sono felice e orgoglioso! La vita con lui sembra essere stata alquanto avara, nato senza arti da una madre di dubbia morale, che cerca appena è possibile di trovargli un’occupazione e quindi lasciarlo in balia di se stesso, Gesù, ricco solamente di una bellissima voce, di una vista da lince e di una memoria fenomenale inizia il viaggio che lo porterà a sperimentare rifiuto, derisione, sfruttamento, disprezzo, solitudine, tutta l’asprezza e l’amarezza che a volte l’esistenza riserva. Il suo cammino è anche confortato dall’amicizia, dalla generosità, dalla solidarietà, dal riconoscimento delle sue doti e soprattutto … dall’amore. Finalmente il suo desiderio di amare ed essere amato trova riposo nel cuore della bellissima Suma Katra e con lei è pronto a intraprendere un nuovo viaggio verso la felicità sorretto dall’affetto e dal perdono, che lo spingono a scrivere alla mamma per invitarla a condividere la sua gioia e la sua fede nella vita.
Possiamo dire che questo libro è scritto a quattro mani, quelle poetiche e al contempo realistiche e ironiche di Fred Bernard, autore del testo, e quelle profonde ed espressive di François Roca, l’illustratore, che con le sue grandi tavole, apparentemente cupe per via dei toni scuri, scava l’animo di chi osserva. L’arte dei due giovani amici si fonde magnificamente, completandosi o rispecchiandosi. Tanti i temi, i valori, le provocazioni che suscita lo sfogliare questo libro, pluripremiato in terra di Francia.
Il tema del viaggio, delle prove da superare, dei talenti ricevuti, della diversità – ma chi sono davvero i mostri? - del bisogno degli altri, dell’anelito profondo ad essere amati per poter amare, del gusto della vita nonostante tutto, della natura spietata ma anche visceralmente esaltante, dell’amicizia, del dono di sé, del perdono… Lo scenario del circo, dove in parte si svolge la storia, diventa il palco di tanti caratteri umani in cui cercare la propria, vera, identità e far luce sul modo di rapportarci agli altri, alla vita e alle sue sfide.
Nelle varie stazioni della vita di Gesù Betz sono molteplici i possibili richiami alla figura e alla vita di Gesù Cristo non solo per il nome. La storia di Gesù Betz può essere intesa proprio come una lettera, ossia un messaggio, di speranza, di fiducia e di affidamento, di capacità d’amare che va oltre la durezza e le terribili prove della vita.
Quali i possibili destinatari? Seppure il libro si presenta come album illustrato, e questo porta erroneamente a pensare che sia destinato ai più piccoli, non è rivolto ai bambini, né per il testo né per le immagini, bensì ai ragazzi dalla preadolescenza in avanti. Se opportunamente guidati e ascoltati, potranno sentirsi toccare dalla vicenda di Gesù Betz e porsi e porre tante domande . Il testo inoltre si presta per un’eventuale drammatizzazione o lettura espressiva che possono rendere la storia ancor più coinvolgente.
Come aiuto alla discussione, per il richiamo indiretto alla trama, citiamo anche due film:
- Freaks di Tod Browning, (1932)
- The elephant man di David Lynch, (1980)
Gesù Betz
Testo di Fred Bernard
Illustrazioni di François Roca
Edizioni Città Aperta, 2003
€ 15,00







