Cine-Teatro San Filippo Neri
Nembro
SCIENTIA CRUCIS
Sabato 27 febbraio – ore 20.45
Poter cogliere per intero pensiero e vicende umane di Edith Stein, “in un solo frammento di specchio rotto”, è forse impossibile: fenomenologa, ebrea, atea, carmelitana, martire ad Auschwitz. Vittima dell’odio razziale perché ebrea, dell’odio contro la Chiesa “parlante” perché monaca; la figura di Edith spicca nella storia del primo Novecento per coerenza e coraggio. Caricarsi la Croce del Cristo-ebreo e morire nel campo di sterminio nazista in olocausto per il suo popolo e per il suo credo, è l’ultimo e decisivo passo del percorso di Fede che inizia con il Tomismo e Teresa d’Avila per concludersi nel suo testamento spirituale: “Scientia Crucis”.
Lo spettacolo “Scientia Crucis – Edith Stein”, della compagnia Opzione Teatro, è una indagine sul personaggio ed un viaggio negli eventi storici, politici e culturali che caratterizzarono il paradigma del tempo. In scena 3 donne come tributo al femminismo “steiniano”. Scenografia e luci essenziali, nello spirito fenomenologico. Musiche di tradizione ebraica ed immagini video interagenti con la danza.
Lo spettacolo, coprodotto da “I teatri del Sacro” e Opzione Teatro”, è stato selezionato nel concorso “I teatri del Sacro” e rappresentato a Lucca al 1° Festival omonimo.
Ricco di spunti filosofici, storici e culturali è anche indirizzato ai giovani studenti come occasione di riflessione e discussione sui contenuti quali: il nazismo, la “religione” Hitleriana, la chiesa “parlante” di Olanda e la accesa e drammatica discussione sulla posizione di Pio XII; sul razzismo (di provenienza darwiniana), sulla shoa degli ebrei (memoria); sulla filosofia e sulla conversione di Edith e su i suoi legami affettivi.
La rappresentazione si avvale di tecniche teatrali quali: recitazione, danza, proiezioni.
Guarda l’anteprima video su Youtube.
Con la partecipazione di:
Elena Succhiarelli
Antonella Quadraccia
Leilani Weiss
Drammaturgia e Regia: Corrado Sorbara
Scene: Opzione Teatro
Coreografie: Leilani Weiss
Video: Daniele Cipolletti – Corrado Sorbara
Testo (collaborazione di) don Francesco Furlan




