Archivio di gennaio 2010

Per non dimenticare

Pubblicato il 27 gennaio 2010 da redazione nella sezione Biblioteca, Formazione

Non è di certo facile parlare della Shoah,La storia di Erika_ Cover
né tanto meno è semplice farlo coi ragazzi …
eppure abbiamo l’obbligo di non dimenticare un passaggio così doloroso
della nostra storia, un passaggio così oscuro per la nostra fede.

Vogliamo provare attraverso una storia semplice e ricca di speranza, di luce tra le tenebre; magistralmente illustrata da uno dei più grandi, riconosciuti e premiati autori italiani: Roberto Innocenti.

Sebbene piccolo, Innocenti ha vissuto quei momenti, ha visto le deportazioni. Pensando a sua figlia, iniziò il suo primo lavoro dedicato allo sterminio nazista, Rosa Bianca (1984 ), per diverso tempo respinto dagli editori italiani.  Solo dopo varie pubblicazioni e riconoscimenti all’estero, anche nel nostro Paese finalmente  venne pubblicato nel 1990. A distanza di anni, ritorna sullo stesso tema con La storia di Erika (2003)

Possiamo capire questa insistenza per le sue stesse parole:

Se tutti i cittadini di ogni stato riuscissero ad esaminare criticamente gli errori, la storia, i ritardi culturali, il male arrecato, la situazione morale, il mondo potrebbero migliorare? Quando nelle scuole parlo coi ragazzi, mi ritorna la certezza che il mondo può diventare bello. Rimango ogni volta stupito dal livello di apprendimento, dalla ricerca della logica, dalla bramosia di sapere, capire, confrontarsi, dialogare.

Ed Innocenti racconta la storia col suo stile inconfondibile, ricco di dettagli, cerca di inquadrare il fatto riportato nella realtà circostante e di subirla finché la storia si svolge. Costringe a guardare tutto quello che c’è intorno e annotarlo. Ogni singola tegola, pietra o mattone, ogni insegna, ogni azione rappresentata legittima la propria presenza in quel luogo, come a dire che per raccontare la Storia non si può essere facili, e bisogna guardare dappertutto. Nel mostrare tutto Innocenti sembra anche prendersi la responsabilità di non nascondere ciò che per solito si tace, soprattutto ai ragazzi. Così, in La storia di Erika, anche se c’è una sbarra che ci vieta di guardare i deportati che salgono sul treno, lui ci invita a seguire i vagoni, fino a dove devono andare.

Erika 1

Illustrare è già un diverso modo di guardare il mondo, per Innocenti significa raccontare, al punto che spesso i testi nascono dopo, quasi fossero loro a dover ‘illustrare’ le immagini, che da sole parlano, decifrano, comprendono e si fanno monito. La costruzione della visione diventa una presa di posizione morale, un invito ad assumerci delle responsabilità. La prospettiva dal basso verso il cielo grigio con cui seguiamo sul filo delle rotaie  La storia di Erika, esclude dal nostro campo visivo i volti dei deportati, mostrandoci solo le loro gambe e i loro corpi, ma siamo inchiodati all’altezza dei binari e da questa posizione non possiamo non essere testimoni della tragedia della Storia.

Erika 3

Erika 4

Erika 5

Erika 5

Erika 7

Erika 8

Erika 9


Edith Stein - Koder

Sotto la croce ho capito il destino del popolo di Dio,
che fin da allora cominciava a preannunciarsi.
Ho pensato che chi comprende come tutto questo sia la croce di Cristo

devrebbe prenderla su di sé in nome di tutti gli altri.

Oggi so un pò più di allora che cosa vuol dire essere sposa del Signore nel segno della croce.
Certamente, non lo si capirà mai per intero, perchè è un mistero.

da  La scelta di Dio
Teresa Benedetta della Croce Edith Stein
( 1891-1942 )


Rimandiamo anche al discorso che il Santo Padre Benedetto XVI ha pronunziato ad Auschwitz, il 28 maggio 2006: Svegliati! Non dimenticare la tua creatura, l’UOMO


Il continente digitale

Pubblicato il 24 gennaio 2010 da redazione nella sezione Formazione

Benedetto XVIIn vista della 44a Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali, Benedetto XVI ha scritto un Messaggio che offre indicazioni decisive in vista di una catechesi ed evangelizzazione ad ampio respiro, attenta alle nuove potenzialità informatiche intese come dono dello Spirito a chi, con umiltà, si mette oggi al servizio del Risorto.
Vogliamo riportare alcuni passi di questo importante Messaggio legato all’Anno Sacerdotale, rinnovando l’invito ai catechisti e ai sacerdoti bergamaschi di cogliere anche nel nostro blog la possibilità non solo di una formazione ed informazione ma anche di una condivisione diocesana e sovradiocesana che alimenti il dibattito, il confronto su quanto ci lega e ci sta più a cuore.

I moderni mezzi di comunicazione sono entrati da tempo a far parte degli strumenti ordinari, attraverso i quali le comunità ecclesiali si esprimono, entrando in contatto con il proprio territorio ed instaurando, molto spesso, forme di dialogo a più vasto raggio, ma la loro recente e pervasiva diffusione e il loro notevole influsso ne rendono sempre più importante ed utile l’uso nel ministero sacerdotale… Compito primario del Sacerdote è quello di annunciare Cristo, la Parola di Dio fatta carne, e comunicare la multiforme grazia divina apportatrice di salvezza mediante i Sacramenti. (…)

Il mondo digitale, ponendo a disposizione mezzi che consentono una capacità di espressione pressoché illimitata, apre notevoli prospettive ed attualizzazioni all’esortazione paolina: “Guai a me se non annuncio il Vangelo!” (1 Cor 9,16). Con la loro diffusione, pertanto, la responsabilità dell’annuncio non solo aumenta, ma si fa più impellente e reclama un impegno più motivato ed efficace.

Ai Presbiteri è richiesta la capacità di essere presenti nel mondo digitale nella costante fedeltà al messaggio evangelico, per esercitare il proprio ruolo di animatori di comunità che si esprimono ormai, sempre più spesso, attraverso le tante “voci” scaturite dal mondo digitale, ed annunciare il Vangelo avvalendosi, accanto agli strumenti tradizionali, dell’apporto di quella nuova generazione di audiovisivi (foto, video, animazioni, blog, siti web), che rappresentano inedite occasioni di dialogo e utili mezzi anche per l’evangelizzazione e la catechesi.

Attraverso i moderni mezzi di comunicazione, il Sacerdote potrà far conoscere la vita della Chiesa e aiutare gli uomini di oggi a scoprire il volto di Cristo, coniugando l’uso opportuno e competente di tali strumenti, acquisito anche nel periodo di formazione, con una solida preparazione teologica e una spiccata spiritualità sacerdotale, alimentata dal continuo colloquio con il Signore.

Più che la mano dell’operatore dei media, il Presbitero nell’impatto con il mondo digitale deve far trasparire il suo cuore di consacrato, per dare un’anima non solo al proprio impegno pastorale, ma anche all’ininterrotto flusso comunicativo della “rete”.

Anche nel mondo digitale deve emergere che l’attenzione amorevole di Dio in Cristo per noi non è una cosa del passato e neppure una teoria erudita, ma una realtà del tutto concreta e attuale. La pastorale nel mondo digitale, infatti, deve poter mostrare agli uomini del nostro tempo, e all’umanità smarrita di oggi, che “Dio è vicino; che in Cristo tutti ci apparteniamo a vicenda”.

Quiz d’Inverno

Pubblicato il 21 gennaio 2010 da redazione nella sezione Biblioteca
quiz d'inverno
Detective in ‘buona fede’
Vuoi provare la tue doti di catechista “segugio”?
Partecipa, cerca, collega …
e rispondi al più presto!
Trova il brano biblico a cui  ci riferiamo.

Questi sono gli indizi:

 

Parole chiave

                                pecora   -   banchetto    – dedizione   – pentimento


PERSONAGGIO             Luogo

un  uomo                                                             una città


Azione —–>  insegnare raccontando


Immagini

F.ROCA        R. DAUTREMER

Il testo può appartenere o al Primo o al Secondo Testamento.

Gli indizi possono riferirsi letteralmente al brano,

ma anche richiamare il suo significato simbolico.

Si attendono numerose risposte…

Il premio andrà a chi per primo avrà trovato quella giusta.

Buona caccia!