Pubblichiamo volentieri l’articolo apparso sul Bollettino parrocchiale di Campagnola a firma di Livia Mascheretti.
Una luna piena in mezzo all’universo era il simbolo dell’assemblea dei catechisti apparso sulla locandina a Chiuduno. Quel volto di luna pur bello, in mezzo a tante meravigliose costellazioni, appariva però pensieroso: gli occhi chiusi appena come se nascondessero il desiderio di un sogno, le labbra un po’ pronunciate come a voler quasi parlare… il volto disteso, senza rughe, liscio, di un bel colore giallo delicato, lasciava trasparire pur nella sua seriosità, una dolcezza infinita! Più tardi scoprimmo il perché della scelta di quell’immagine, niente in questi momenti è lasciato al caso!
E non è stato “un caso”, per quei 4000 “cercatori di Dio”, tale era il titolo del convegno, ritrovarsi a Chiuduno!
Spesso rimaniamo colpiti da tante imprese solitarie: c’è chi attraversa l’oceano, chi va sulla luna, chi in mongolfiera sale verso il cielo… queste imprese, colpiscono sì, ma difficilmente riescono ad affascinarci! Chiuduno ci ha fatto assaporare ancora una volta il fascino di essere “passeggeri di una carovana che cammina“, che cerca, che si muove dettata dall’inquietudine di chi, proprio come un viaggiatore, va alla ricerca di qualcuno o di qualcosa, che forse non ha ancora nome, ma avverte l’ansia di questa ricerca dentro sé, e non si ferma finchè non avrà trovato qualcosa o qualcuno che dia o ridia significato al suo viaggio!
Spesso le carovane attraversavano terre difficili, la sopravvivenza in tanti casi veniva affidata alla capacità delle guide e dei loro collaboratori che al momento opportuno sapevano portare l’acqua laddove l’oasi bruciava… e forse anche quei 4000 viaggiatori si sono ritrovati al Palasettembre per… dissetarsi, sicuri di trovare quella “guida” che avrebbe calmato la loro sete!
E tanti volti in ricerca si sono susseguiti nella difficile scelta dei due itinerari, su nove a disposizione, ai quali si aveva la possibilità di partecipare, scelta non facile perché in certi frangenti ci si riscopre analfabeti e bisognosi di tutto: dal “Racconto di Natale” alla “Scoperta della Bibbia”, dai “Cantautori” agli “Oceani misteriosi della disabilità”, dalla “Musica” alle ”Immagini”, dall’”Arte” alla “Preghiera”, fino al romanzo di Pino Roveredo, queste erano le oasi proposte ai viaggiatori!
Le parole di don Guido Benzi hanno aperto alla grande il pomeriggio, ..essere catechisti non significa essere capaci di dare risposte, ma essere esperti di domande, suscitare i “perché” nei cuori della gente…”perchè mandi tuo figlio a catechismo….perchè vuoi il sacramento per tuo figlio…perché….perchè…..” lasciare che ognuno si interroghi. Non sempre la domanda suscita una risposta immediata , desta però interrogativi, ed è ciò che occorre per suscitare nei cuori ricerche di senso. E continua … evangelizzare non è solo questione di parole, sono i volti che i ragazzi ricorderanno ogni qualvolta si imbatteranno in momenti gioiosi e tristi… i volti di coloro che li hanno accompagnati…
Se l’inizio è stato alla grande, il momento della Celebrazione è stato immenso! Il Vescovo Francesco è riuscito a farci intravedere germogli nuovi, ha sottolineato la passione di tanti “cercatori” una passione contagiosa… e la Verità di una Parola che non passerà mai! “lo Spirito senza Parola è un fantasma e la Parola senza lo Spirito è un suono – ha aggiunto – tutto è importante i metodi, gli itinerari, i linguaggi, ma non dimenticate questa umile consapevolezza: alla fine il Signore affida la sua Parola alla vostra persona, decisivi saranno gli uomini e le donne chiamati a questo compito. La vostra storia, la vostra fede, la vostra persona, diventeranno testimonianza determinante!
Un’omelia dal colore dei germogli, l’omelia della speranza, della quali i cercatori ne hanno un immenso bisogno! Fragili come siamo, siamo chiamati ad essere dei riflessi della Sua luce, una luce che brillerà solamente nella misura in cui l’avremo sperimentata per primo nei nostri cuori.
Chiuduno, come altri momenti simili, ti restano dentro, ti regalano la meraviglia, lo stupore, la nostalgia, ti caricano, e ti fanno capire che davvero le stelle esistono, si tratta solo di trovare la formula per farle brillare. Ritorna alla mente il volantino, in alto c’era un piccolo pescatore che gettava la rete, ecco il nostro compito: non è quello di pescare ma di creare ponti tra la terra e il cielo!
E’ tempo di ritornare a casa, piove, e una nebbiolina impedisce di vedere al di là del cielo, alzi comunque lo sguardo e quella luna è lì, sorride e brilla, nonostante la nebbia!
Grazie di cuore a tutti gli organizzatori per l’opportunità che ci avete donato!





Per una semplificazione concreta di quanto scritto potrebbero essere citate due bibbie illustrate di grande qualità: la s






