Archivio di dicembre 2009

Carovana in cammino

Pubblicato il 15 dicembre 2009 da redazione nella sezione Formazione

Caravane

Pubblichiamo volentieri l’articolo apparso sul Bollettino parrocchiale di Campagnola a firma di Livia Mascheretti.

Una  luna  piena  in mezzo  all’universo  era il simbolo dell’assemblea dei catechisti apparso sulla locandina a Chiuduno.  Quel volto di luna  pur bello,   in mezzo a tante meravigliose costellazioni,  appariva  però  pensieroso:   gli occhi  chiusi appena  come se nascondessero  il desiderio di un sogno,   le labbra un po’ pronunciate come  a voler quasi parlare… il volto  disteso, senza rughe, liscio, di un bel colore giallo delicato,  lasciava  trasparire pur nella sua seriosità, una dolcezza infinita!  Più tardi scoprimmo il perché della scelta di quell’immagine, niente in questi momenti è lasciato al caso!

E non è stato “un caso”,  per quei 4000  “cercatori di Dio”,  tale era il titolo del convegno, ritrovarsi a Chiuduno!

Spesso  rimaniamo colpiti da tante imprese solitarie: c’è chi  attraversa l’oceano, chi va sulla luna, chi in mongolfiera sale verso il cielo… queste  imprese,  colpiscono sì,  ma difficilmente riescono ad  affascinarci!  Chiuduno ci ha fatto assaporare ancora una volta il fascino  di essere  “passeggeri di una carovana che cammina“, che cerca,  che si muove dettata dall’inquietudine  di chi, proprio come un viaggiatore,  va alla ricerca di qualcuno  o di qualcosa,  che forse non ha ancora nome,  ma avverte  l’ansia di questa ricerca dentro sé,  e non si ferma finchè non avrà trovato qualcosa o qualcuno che dia o ridia significato al suo viaggio!

Spesso le carovane  attraversavano  terre difficili,  la sopravvivenza in tanti casi veniva  affidata alla capacità delle guide e dei loro collaboratori che al momento opportuno sapevano portare l’acqua laddove l’oasi bruciava… e forse anche quei 4000 viaggiatori  si sono ritrovati al Palasettembre  per… dissetarsi,  sicuri di trovare quella “guida” che avrebbe calmato la loro sete!

E tanti volti in ricerca si sono susseguiti  nella difficile scelta dei due itinerari, su nove a disposizione, ai quali  si aveva la possibilità di partecipare, scelta  non facile  perché in certi frangenti  ci si riscopre analfabeti  e bisognosi di tutto: dal “Racconto di Natale” alla “Scoperta della Bibbia”, dai “Cantautori” agli “Oceani misteriosi della disabilità”, dalla “Musica”  alle ”Immagini”, dall’”Arte” alla “Preghiera”, fino al romanzo di Pino Roveredo,  queste erano le oasi proposte ai viaggiatori!

Le parole  di don Guido Benzi hanno aperto alla grande il pomeriggio, ..essere catechisti non  significa essere capaci  di dare  risposte, ma essere esperti di domande,  suscitare i “perché” nei cuori della gente…”perchè mandi tuo figlio  a catechismo….perchè vuoi il sacramento per tuo figlio…perché….perchè…..” lasciare che ognuno  si interroghi.   Non sempre la domanda suscita una risposta immediata , desta però interrogativi,  ed è ciò che occorre per suscitare nei cuori ricerche di senso.  E continua  … evangelizzare non è solo questione di parole,  sono i volti che i ragazzi ricorderanno ogni qualvolta si imbatteranno in momenti gioiosi e tristi… i volti di coloro che li hanno accompagnati…

Se l’inizio è stato alla grande, il momento della Celebrazione è stato immenso! Il Vescovo Francesco è riuscito a farci intravedere  germogli nuovi, ha sottolineato la passione di tanti “cercatori”  una passione contagiosa… e la Verità di una  Parola che non passerà mai!   “lo Spirito senza Parola è un fantasma e la Parola senza lo Spirito è un suono – ha aggiunto –  tutto è importante i metodi, gli itinerari, i linguaggi, ma non dimenticate  questa umile consapevolezza: alla fine il Signore affida la sua Parola  alla vostra persona,    decisivi saranno gli uomini e le donne  chiamati a  questo compito.  La  vostra storia,  la vostra fede,  la vostra persona,  diventeranno  testimonianza determinante!

Un’omelia dal colore dei germogli, l’omelia della speranza,  della quali i cercatori ne hanno un immenso bisogno!   Fragili come siamo, siamo chiamati ad essere dei riflessi della Sua luce, una luce che brillerà solamente nella misura  in cui  l’avremo sperimentata per primo nei nostri cuori.

Chiuduno,  come altri momenti simili,  ti restano dentro,  ti  regalano  la meraviglia, lo stupore,  la nostalgia, ti caricano, e ti fanno capire che davvero  le stelle esistono, si tratta solo  di trovare la formula per farle brillare. Ritorna alla mente il  volantino, in alto c’era un piccolo pescatore che gettava la rete, ecco il nostro compito:  non è quello di pescare  ma di creare ponti  tra la terra e il cielo!

E’ tempo di ritornare a casa, piove, e una nebbiolina  impedisce di vedere al di là del cielo, alzi comunque lo sguardo e quella luna è lì,  sorride e brilla,  nonostante la nebbia!

Grazie di cuore a tutti gli organizzatori  per l’opportunità che ci avete donato!

Questo libro è per te

Pubblicato il 10 dicembre 2009 da redazione nella sezione Biblioteca

Bibbia - ZavrellQuesto libro è per te!

bambino o adulto;
ti vuole parlare di Dio,
delle sue parole ad ogni uomo,
della sua parola fondamentale che è Gesù,
delle parole che ogni uomo rivolge a Dio.
Ti vuole aiutare ad incontrare Dio!

Queste sintetiche frasi, poste ad apertura della presentazione  della bibbia illustrata “In cammino con Dio”, compendiano significativamente il senso e il fine di un testo del genere.

È una bibbia illustrata, sì, ma da questo non consegue automaticamente che i destinatari siano solo i ragazzi, essa intende rivolgersi a chiunque la prenda in mano, bambino o adulto, anche se in forma diversa, ed aver la forza di dire qualcosa a ciascuno, perché il suo contenuto è speciale, seppur ritradotto e semplificato; è un libro che parla attraverso i racconti, ma anche attraverso le immagini, i disegni; un libro che cerca di farti comprendere che la storia di Dio con gli uomini non riguarda solo un tempo passato, lontano, ma riguarda ogni tempo… anche il tuo tempo.

Zaverl - Nativita'


Da ciò si possono quindi desumere quali criteri debbano accompagnare la scelta di una ‘buona’ bibbia illustrata. In generale per ogni libro con illustrazioni l’attenzione va posta sia alle immagini, che senz’altro esercitano il primo impatto, che al testo, questo vale particolarmente per una bibbia, anche per quella che si rivolge ai bambini più piccoli. Forse questo libro sarà un’occasione per ogni papà, mamma, nonno, nonna, catechista o amico più grande, per leggere, raccontare e anche pregare insieme al bambino: il libro dovrà essere allora raccontato, spiegato nel suo significato religioso, nel suo ‘svelare’ e rivelare un Dio che è amore; si deve poter stabilire attraverso di esso un dialogo sincero con un bambino che forse, da solo, non potrebbe capire tutto, aiutarlo a scoprire amici più grandi, ma soprattutto un grande amico, che è Dio! Per riuscire in tutto ciò, si capisce bene, non si possono riversare parole e disegni con superficialità, con stili infantilizzanti, poco rispettosi della storia raccontata e dei destinatari! Anche il bimbo di tre anni ha il diritto di guardare e ascoltare un racconto che sappia suscitargli la gioia dell’incontro con Dio! Solo così potrà essere stimolato ad aprire presto il grande libro da cui è stato tratto il racconto: la Bibbia.

Zavrel - I Re Magi

Facciamo un esempio per capire alcune cartine di tornasole sulla qualità: riguardo al testo, solitamente una bibbia illustrata si presenta come una storia, ora la Bibbia, da cui questa storia prende spunto, è piena di storie, poesie, canti…  tanti modi per raccontare cosa fa e chi è Dio, cosa fanno e chi sono gli uomini; quindi, una ‘buona’ bibbia illustrata, certamente con delle semplificazioni, dovrebbe offrire la varietà dei linguaggi e con essi, fondamentale, il rispetto del messaggio.  Vi sono alcune traduzioni che alimentano su Dio una visione teologica da brivido, che andrebbero immediatamente tolte dal mercato! Si dovranno utilizzare parole, espressioni alla portata dei piccoli, ma non per questo travisare il senso del fatto narrato, per capire e scegliere basta indugiare un pochino sui passaggi ‘critici’ della Bibbia ( sempre che vengano riportati, perché vi sono editori che amano saltare strategicamente alcune vicende!) e non si pensi solo alla morte in croce di nostro Signore, ma anche, per esempio, alla sua ultima cena… le parole hanno un peso troppo importante per essere trascurate o banalizzate.

Riguardo le immagini vale lo stesso discorso, nella diversità dei tratti non deve mancare quel senso del mistero che si tenta di ritrarre. Sulla prima reazione emotiva le immagini hanno un’incidenza ben superiore al testo, da qui la capacità che devono avere di portare il lettore sulla scena del racconto, condurlo in modo speciale attraverso gli avvenimenti, emozionarlo, fargli sentire vivo il libro che tengono tra le mani e poco a poco fondere la sua vita nella storia narrata. È un viaggio di fantasia, forse all’inizio, ma può diventare un viaggio fantastico in compagnia di Dio che attraversa la nostra vita e ha molto da dire a chi si avvicina. Cercando questi obiettivi si guarderanno in modo diverso colori, espressioni, contesti, particolari, dimensioni … che l’illustratore, che è sempre co-autore del libro, ha voluto sottolineare.

Copertina Bibbia WensellPer una semplificazione concreta di quanto scritto potrebbero essere citate due bibbie illustrate di grande qualità: la suddetta bibbia “In cammino con Dio” con testo di Regine Schindler e illustrazioni di Štěpán Zavřel (Edizioni AER) e La Bibbia – Le più belle storie dell’Antico e del Nuovo Testamento con testo curato da Marie Hélèn Delval e illustrazioni di Ulises Wensell (Edizioni Messaggero Padova). Entrambe di formato medio grande, per meglio efficacemente esprimere visivamente il racconto, rappresentano livelli diversi di traduzione e destinatari. La prima è più esaustiva per storie riportate, offre delle introduzioni e collegamenti nella narrazione che aiutano alla comprensione, allo svelamento del messaggio, riporta sempre le citazioni dei testi originali, utilizza vari linguaggi dalla prosa descrittiva, ai dialoghi, ai canti salmici, agli inni, il testo originale è continuamente rimaneggiato ma con fedele maestria interpretativa, confermando le conoscenze bibliche della curatrice tedesca, supportata da una buona consulenza teologica. Sull’illustratore basta il nome per garantire la qualità… nel mondo dell’illustrazione Zavřel rappresenta uno dei più grandi autori del ‘900. Straordinario artista praghese che, dopo essere avventurosamente scampato al grigiume del regime comunista, è approdato nell’incontaminata terra trevigiana di Sarmede, dove con un gruppo fidato di amici-artisti hanno iniziato un meraviglioso scambio di sogni e bellezza che da ventisette anni si realizza con una Mostra internazionale di illustrazione ed una Scuola per giovani e talentuosi artisti, proseguite anche dopo la scomparsa del maestro nel 1999; la sua illustrazione risente di una forte carica pittorica, colpisce ma anche esige sguardi preparati. Testo e illustrazioni fanno di questa bibbia un libro non per bambini piccoli, ma per ragazzi dagli otto anni in su, ivi inclusi catechisti.

Pastori

La seconda bibbia citata è invece rivolta a destinatari più piccoli, fin dai tre anni; presenta una buona scelta di testi ritradotti in modo molto aderente alla Bibbia CEI (1974), privilegia la forma dialogica, ma appare chiaro che la Delval, responsabile del settore religioso-ragazzi per la Bayard France, ceda il posto d’onore alle immagini, quasi le assecondi col testo. Infatti la particolare bellezza e qualità di questa bibbia è da attribuirsi alle delicate e coinvolgenti illustrazioni dell’artista spagnolo Wensell. Basta aprirla a caso e si verrà subito catturati dal fascino dei colori, dei movimenti, dalla cura delle espressioni dei personaggi, del profondo controllo e uso della luce, dalla morbidezza dei tratti, che sanno esprimere con forza anche la drammaticità, è un dolce incanto sfogliarla … e non solo da piccoli!

I due testi citati non sono certamente gli unici esempi di qualità che occupano il settore bibbie illustrate delle librerie, per grazia, ma lasciamo a voi la scoperta di esse e delle altre che attendono di essere scelte da buoni intenditori…

Giona - Zavrel

Giona - U. Wensell

 

Copia di Battesimo - Zavrel

Battesimo - U. Wensell

 

Maria

Annunciazione - U.Wensell


Immacolata

Pubblicato il 6 dicembre 2009 da redazione nella sezione Liturgia

Andrea del Sarto, La Vergine MariaUna Festa importante che racchiude il dono della libertà perfetta, della creatura nuova perchè rinnovata da Cristo. Abbiamo chiesto a don Davide Pelucchi, nuovo Vicario Generale della Diocesi, di aiutarci ad entrare in questo Mistero di grazia che tanto ci riguarda…

1. Maria al vertice degli interventi di Dio

Per comprendere il dogma dell’Immacolata Concezione di Maria occorre collocare la figura di Maria all’interno dell’intera storia della salvezza. La storia dell’umanità prima di Cristo è segnata da due movimenti opposti: un crescente coinvolgimento dell’umanità in una storia di peccato (la disobbedienza di Adamo ed Eva, l’omicidio di Abele, la corruzione al tempo di Noè, la divisione degli uomini a Babele); un crescente numero di interventi di Dio per salvare l’umanità dal male (l’alleanza con Noè, con Abramo, con Mosè, con Cristo).

Al culmine degli interventi di Dio, concentrati sui poveri, sugli umili, si colloca la preparazione della creatura più santa, Maria di Nazaret, colei che accoglierà il Salvatore con libertà e amore. A questo mistero di rinnovamento, di ri-creazione per grazia dell’umanità, la Chiesa ha dato un nome preciso: è il mistero dell’Immacolata Concezione. L’8 dicembre 1854 papa Pio IX, con la Bolla Infallibilis Deus, ha affermato: “Per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotenteMaria è stata preservata da ogni macchia di colpa originale”. Cosa significa questa espressione?

2. Cosa si intende per “peccato originale”?

Il disagio a capire cosa sia il “peccato originale” deriva dell’attuale visione dell’uomo che mette al centro della sua realizzazione la libertà e la decisione personale. Cosa possiamo mai avere in comune noi con l’eventuale peccato di Adamo vissuto nella notte dei tempi? Per capire cosa sia il peccato originale non bisogna partire dal peccato stesso, ma da Cristo. Solo davanti alla manifestazione dell’amore di Dio in Gesù si può capire ciò che il peccato significa. Esso non è soltanto la trasgressione di una legge del Creatore, ma è il rifiuto dell’amore offertoci da Dio. Il cristiano capisce la gravità dei suoi peccati quanto più contempla la profondità dell’amore manifestato da Cristo.

Il peccato originale non è un “atto”, ma uno “stato”. Dice l’esperienza di divisione e di disarmonia che l’uomo sperimenta al suo interno e nelle relazioni con gli altri uomini. Questa divisione non è voluta da Dio, ma è la causa del nostro allontanamento da Lui, della nostra incapacità di amarlo e di amare i nostri fratelli. Siamo coinvolti in questo peccato prima di ogni decisione libera.

Poiché il peccato ha anche una dimensione sociale, esso non è solo l’allontanamento personale da Dio, ma è anche un allontanamento dai fratelli. Quando un uomo è infedele a Dio impedisce ai fratelli di incontrare la grazia del suo amore. In questo modo ogni peccato personale rende l’intera storia umana sempre più segnata dal peccato. Per questo ogni uomo che nasce, entra, a motivo della solidarietà con gli altri uomini, dentro una storia di peccato.

Dire che Maria è stata “preservata dal peccato originale” significa affermare l’assenza in lei di una relazione con Dio costruita sull’orgoglio e sul peccato. Maria è l’Immacolata perché si è fidata totalmente di quanto Lui le chiedeva, anche quando avveniva nella totale oscurità e nella prova, perché ha amato Dio e tutto ciò che Dio ama, perché non ha ritenuto Dio un nemico della sua libertà, perché ha profondamente creduto, a motivo della sua umiltà, che Egli avrebbe sempre realizzato la sua felicità.

3. Perché il “privilegio” di Maria” non la distanzia da noi?

L’espressione “per singolare grazia e privilegio” non intende attribuire a Maria una condizione eccezionale che la allontana da noi, che siamo segnati dal peccato. Intende, al contrario, indicare quel rapporto radicale con Cristo che vale per tutti noi. Il Signore dà a ciascuno di noi la grazia necessaria per adempiere la propria vocazione. La pienezza del dono di grazia in Maria è derivata dal suo legame del tutto speciale con Cristo. Creatura come noi, anche Maria ha condiviso con noi la possibilità del peccato. Ma, sostenuta dalla grazia di Cristo, la sua volontà è rimasta totalmente fissa in Dio. Guardando a lei, Immacolata, impariamo a riporre la nostra fiducia nella benevolenza che Dio ci dona, proporzionatamente alla missione che ciascuno di noi ha ricevuto.

Il suo “privilegio” non riduce, ma fonda una specifica responsabilità. Il dono d’amore che Gesù ci offre non esenta nessuno dalla fatica dell’esercizio della libertà. Non è accaduto nemmeno per Gesù. Ciò vuol dire che venerare Maria come Immacolata accresce la nostra trepidazione per quando il Signore chiederà a noi un “sì” libero, un affidamento sincero e non estorto. Che Maria abbia goduto di un trattamento speciale non diminuisce affatto la grandezza della sua fiducia nei confronti dell’Altissimo, ma spalanca davanti a lei l’abisso ancora più grande di una libertà che non ha alibi.

In questo modo Maria è l’immagine perfetta della “nuova creatura”, dell’uomo autentico che realizza in pienezza la sua umanità. Quando un cristiano si domanda: “Chi è l’uomo vero? Chi è l’uomo che corrisponde nel modo più pieno al ‘sogno’ di Dio?”, dovrebbe guardare alla madre del Signore. E’ in lei che noi vediamo, nel modo più alto, che cosa significa che l’uomo autentico è l’uomo secondo Cristo, l’uomo che trova la sua verità piena solo in Dio e nella comunione con Lui. In questo senso Maria è il “tipo” del credente, perché lei è vissuta totalmente ed esclusivamente “riservata” per Cristo.

La “nuova creatura” non è l’uomo che rifiuta Dio, ma l’uomo che è soltanto servitore di Dio. Non l’uomo che si chiude, illudendosi di ingigantire, ma l’uomo che si apre alla comunione con Dio e l’accoglie. Non l’uomo che vuole liberarsi soltanto da sé, ma l’uomo che accetta di essere liberato.

don Davide Pelucchi