Archivio di agosto 2009

Gesù raccontato ai più piccoli

Pubblicato il 9 agosto 2009 da redazione nella sezione Biblioteca

roca Un’autentica “perla” nell’orizzonte dei libri religiosi illustrati:  senza nulla togliere al testo che nella sua brevità e semplicità richiama direttamente le parole evangeliche, la vera preziosità di quest’opera risiede nelle immagini, sono esse a raccontare con particolare espressività e potenzialità emotiva la storia di Gesù .

Merito di ciò va al grande illustratore francese François Roca, che nei suoi acrilici dai colori caldi esprime profonda maturità interpretativa, nella composizione delle illustrazioni, nel gioco di chiaro-scuro, negli sguardi - che sguardi ! - nella scelta dei particolari descritti non vi è mai banalità, è sempre presente un delicato rispetto per ciò che si dipinge. Fin dalla prima tavola si capisce che si vuole andare al cuore del messaggio evangelico, quella luce che irrompe nel buio descrive bene come Dio cerca dimora nella simbolica notte del mondo.
Toccante e significativo lo sguardo umile e poi contemplante di Maria, davvero nel guardare il piccolo bambino indifeso e nudo comprendiamo che Dio si è fatto carne e apre le sue braccia per accogliere i cuori semplici e sinceri nel riconoscere il proprio bisogno di salvezza.

pecorella-perduta1Le illustrazioni esprimono egregiamente il linguaggio simbolico del Vangelo, seguendo la trama dei gesti e delle parole di Gesù siamo invitati ad entrare sempre più in profondità nel Mistero. Così, ad esempio, nella parabola della pecorella smarrita, in un’immagine essenziale per gli elementi ritratti, si prova un reale senso di smarrimento: quando ci si crede giunti alla sommità della realizzazione di sé, ma manca il vero senso della vita, è allora che ci sentiamo perduti e solo la misericordia di Dio ci viene incontro come un’alba che silenziosamente sorge sullo sfondo.
Sarebbe bello indugiare su ciascuna tavola, ma lasciamo a voi il gusto di scoprire tutta la ricchezza di questo piccolo-grande libro, vedi le pagine della passione e della risurrezione!

A chi è rivolto ? Nel sottotitolo si afferma che è per i più piccoli, ed è giusta l’espressione quando per piccoli non si intende solo quelli che lo sono anagraficamente. getzemani1Ogni catechista che è sensibile all’uso delle immagini nella catechesi può trovare tanti spunti in questo testo, dal far capire ai bambini che la storia di Gesù di Nazareth non è un mito, come si avverte da alcuni libri illustrati che banalizzano scimmiottando i tratti terreni del Figlio di Dio, ma ci svela un mistero, un senso che va oltre, per arrivare alla lettura simbolica delle immagini che si può proporre agli adolescenti.

Un libro assolutamente da non perdere.

Gesù raccontato ai più piccoli
Marie Hèléne Delval – François Roca
Edizioni San Paolo, 2006
96 p., ill., rilegato
€ 13,00

Il cammino per il cielo

Pubblicato il 4 agosto 2009 da redazione nella sezione Liturgia

ars“Se avessimo fede,
vedremmo Dio nascosto nel sacerdote
come una luce dietro il vetro,
come il vino mescolato all’acqua”

Figura emblematica, quasi una “sfida” che Benedetto XVI propone alla Chiesa di oggi, S. Jean-Marie Vianney è posto al cuore di quest’Anno con un motivo ben preciso: “Possa l’Anno Sacerdotale condurre tutti i sacerdoti ad immedesimarsi totalmente con Gesù crocifisso e risorto, perché, ad imitazione di san Giovanni Battista, siano pronti a “diminuire” perché Lui cresca; perché, seguendo l’esempio del Curato d’Ars, avvertano in maniera costante e profonda la responsabilità della loro missione, che è segno e presenza dell’infinita misericordia di Dio” (Benedetto XVI, Udienza del 24 giugno 2009).

Jean Marie nasce a Dardilly, un piccolo villaggio vicino a Lyon,  nel 1786: gli anni della fanciullezza e della giovinezza sono quelli durissimi della Rivoluzione, con il tentativo di distruggere la fede cristiana in tutta la Francia dove chi continuava a “credere” veniva accanitamente perseguitato.  I suoi primi formatori e catechisti sono i pochi preti rimasti fedeli a Roma e non compromessi con il regime politico, da loro Jean-Marie impara non solo il catechismo ma il decisivo stile di vita che caratterizzerà tutta la sua vita ed il suo ministero.

Accompagnato dall’abbè Balley si prepara al sacerdozio in mezzo a mille difficoltà: il costo degli studi, la fatica di imparare il latino, la guerra… nulla tuttavia riesce a scoraggiarlo; viene finalmente ordinato prete nel 1815, con l’incarico di vicario a Ecully. A distanza di tre anni gli viene affidato il piccolo gregge di Ars – un villaggio di 230 abitanti – dove risveglia immediatamente la fede dei suoi fedeli attraverso la predicazione, la catechesi, ma soprattutto grazie alla preghiera ed all’esempio di una vita umile, povera, essenziale. Ad Antoine Givre, ragazzo dodicenne e primo “parrocchiano” incontrato lungo la strada la sera del 9 febbraio 1818, dopo avergli chiesto come si arrivava alla chiesa, aveva detto: “Tu mi hai mostrato il cammino per Ars, io ti mostrerò quello per il cielo”. Questo, fin dall’inizio, il suo unico programma pastorale.

Dal 1821 è parroco: sono i fatti concreti, i piccoli eppure grandi gesti di carità e di incondizionato amore verso Dio e i fratelli che presto confermano le sue parole ed iniziano a procurargli una “fama” straordinaria dentro e fuori la sua Diocesi. Jean-Marie restaura ed abbellisce con grande cura e decoro la propria chiesetta, consacrando Ars all’Immacolata Concezione; per prendersi realmente cura dei più poveri che lo circondano, apre accanto alla sua canonica un orfanotrofio, “La Providence”. ars-entree-du-village

Iniziano i pellegrinaggi al suo confessionale, un ministero che lo impegnerà a tal punto da riuscire a dormire la notte non più di tre ore: in migliaia accorrono per ricevere da questo “povero” prete del Signore la parola del Perdono, per ascoltare almeno uno stralcio del suo “piccolo” catechismo tutto incentrato sull’amore e sulla misericordia di Dio.

Il Curato d’Ars è umilissimo, ma consapevole, in quanto prete, d’essere un dono immenso per la sua gente: “Un buon pastore, un pastore secondo il cuore di Dio, è il più grande tesoro che il buon Dio possa accordare ad una parrocchia e uno dei doni più preziosi della misericordia divina”. Parlava del sacerdozio come se non riuscisse a capacitarsi della grandezza del dono e del compito affidati ad una creatura umana: Tolto il sacramento dell’Ordine, noi non avremmo il Signore. Chi lo ha riposto là in quel tabernacolo? Il sacerdote. Chi ha accolto la vostra anima al primo entrare nella vita? Il sacerdote. Chi la nutre per darle la forza di compiere il suo pellegrinaggio? Il sacerdote. Chi la preparerà a comparire innanzi a Dio, lavandola per l’ultima volta nel sangue di Gesù Cristo? Il sacerdote, sempre il sacerdote. E se quest’anima viene a morire [per il peccato], chi la risusciterà, chi le renderà la calma e la pace? Ancora il sacerdote… Dopo Dio, il sacerdote è tutto!… Lui stesso non si capirà bene che in cielo.

Ben quattro volte cerca di fuggire da Ars, sentendosi indegno di continuare un ministero così alto e carico di responsabilità; sempre i suoi parrocchiani riescono a convincerlo a rimanere e a ritornare al proprio confessionale: “ho fatto il bambino” ammetterà ancora sei anni prima di morire nel ricordare i suoi tentativi di “fuga”. Alla sua morte, sopraggiunta il 4 agosto 1859 dopo quarant’anni di servizio sacerdotale ininterrotto ad Ars, saranno presenti, oltre ad una folla straordinaria,  il vescovo e trecento preti della diocesi che già avevano riconosciuto in lui un modello del proprio ministero; l’anno precedente erano stati oltre 100.000 i pellegrini alla piccola chiesetta, obbligando il parroco – “prigioniero del confessionale” – sino a sedici ore al giorno di ascolto e di perdono. Antoine Givre morirà quattro giorni dopo, all’età di cinquantatre anni.

Jean-Marie Vianney venne beatificato da Pio X nel 1905 e canonizzato da Pio XI nel 1925; in questo Anno Sacerdotale Benedetto XVI lo ha proclamato patrono dei preti di tutto il mondo.